Nell’ambito del programma “Artista alla GNAMC”, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ha scelto Mario Ceroli come Artista dell’Anno 2025. Promossa e organizzata dalla direttrice Renata Cristina Mazzantini, l’iniziativa si ispira ai programmi di visiting artist delle grandi istituzioni internazionali e propone la formula “un anno, un artista, una sala”, dedicando a un protagonista dell’arte contemporanea italiana uno spazio di approfondimento e un programma di incontri rivolto al pubblico, agli studiosi e agli studenti. In questo contesto si inserisce CEROLI TOTALE, la grande mostra monografica ospitata dalla GNAMC dal 7 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026, che ha ripercorso oltre settant’anni di ricerca artistica attraverso una selezione di sculture e installazioni provenienti dalla collezione della Galleria, di Banca Ifis e dell’artista stesso. Il progetto ha presentato opere storiche e lavori più recenti, offrendo una lettura complessiva di una delle personalità più significative dell’arte italiana del secondo Novecento. Per il programma Artista alla GNAMC, Ceroli ha inoltre realizzato due opere site-specific, La grande quercia e Le ceneri, concepite appositamente per gli spazi del museo e pensate come parte integrante del dialogo tra l’artista, la collezione e il pubblico.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo di CEROLI TOTALE si sviluppa attraverso alcune delle opere più rappresentative della ricerca di Mario Ceroli, mettendo in dialogo lavori storici, installazioni monumentali e creazioni legate alla memoria personale dell’artista. Dalle figure essenziali di Ultima cena (1965) alle materie e ai colori di Le bandiere di tutto il mondo (1968), fino alla sorprendente presenza di Mangiafuoco (1990), il visitatore attraversa un universo in cui il legno, materiale prediletto dell’artista, diventa racconto, simbolo e teatro della vita. La mostra intreccia costantemente dimensione autobiografica e immaginario collettivo. Opere come Tela di Penelope (1992), ispirata ai ricordi dell’infanzia abruzzese e al lavoro al telaio della nonna, o Primavera (1968), omaggio ai giardini di Palazzo Farnese frequentati durante l’adolescenza, restituiscono il legame profondo tra esperienza vissuta e creazione artistica. Accanto a queste, trovano spazio lavori di forte impatto scenico come La battaglia (1978), monumentale reinterpretazione della Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, e Composizione (1957-1958), uno dei primi tronchi inchiodati dell’artista, premiato da Cesare Brandi e acquisito dalla Galleria. Nel loro insieme, le opere raccontano oltre settant’anni di ricerca, confermando la capacità di Ceroli di attraversare la storia dell’arte italiana reinventandone continuamente linguaggi, forme e visioni.









