Exhibition

Gulistan. Time Garden

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Gulistan. Time Garden

a cura di Gabriele Simongini

7 marzo – 8 aprile 2026

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma accoglie Time Garden, esposizione dedicata all’attività pittorica di Gulistan, artista tra le più interessanti firme della scena cinese contemporanea. Curata da Gabriele Simongini, la mostra è sostenuta e organizzata dalla Fondazione per l’arte cinese in Italia e Co-organizzata da Federazione Internazionale delle Artiste Femminili 923 Art Space.

Memore e testimone ideale di un’idea di Via della Seta intesa innanzitutto come rete di strade e relazioni che hanno messo in contatto popoli, lingue, religioni e immagini, Gulistan ha studiato e attraversato quei territori, partecipando anche a indagini archeologiche lungo il tracciato: da qui nasce Time Garden, un corpus di 45 opere in cui le tempeste di sabbia di Dunhuang si intrecciano idealmente con la luce di Roma, il vuoto contemplativo dell’estetica orientale incontra il “non finito” occidentale. La sua espressività diviene così idealmente un ponte visivo e spirituale tra due mondi in cui i pigmenti minerali dei murales dialogano con la solidità dell’affresco occidentale, le linee calligrafiche orientali si confrontano con la struttura e la tensione della modernità europea.

Il tempo, per Gulistan, non è una linea che procede in modo rettilineo e irreversibile, ma un giardino in cui ogni fiore rappresenta un momento di memoria, un frammento di civiltà, un codice culturale che continua a vivere e a trasformarsi; la sua pittura si fonda così su una concezione circolare dell’esistenza, dove passato e presente si compenetrano senza soluzione di continuità e dove Oriente e Occidente non si confrontano come poli opposti, ma si fondono in una coesistenza profonda e simbiotica che attraversa temi, immagini e linguaggi. Un percorso in cui spazio mentale e spirituale, memoria, storia e immaginazione fioriscono invitando il visitatore a camminare tra le opere come in un paesaggio, seguendo un itinerario fatto di rimandi, stratificazioni e connessioni. Come scrive il curatore Simongini, “Gulistan cerca la bellezza nell’evanescenza e nella fluidità figurale di ciò che è in sospeso. Sogni, ricordi, desideri e pensieri delle sue figure femminili e maschili si materializzano sopra e intorno ad esse in una fioritura di immagini che non sembra avere sosta, come una danza perpetua”.

Nella serie Fragments of Time le tonalità terrose e la stasi contemplativa di Giorgio Morandi convivono con il rosso ocra delle pitture murali di Dunhuang e con le linee calligrafiche orientali. In altre opere, le Apsaras in volo delle grotte cinesi trovano un’inaspettata sintonia con il dinamismo di Umberto Boccioni. Nella serie The Nature of Memory frammenti di scultura romana si innestano sulle silhouette sfumate di figure femminili orientali, mentre in Memory of the Portraits il “non finito” dialoga con la rarefazione dell’inchiostro su carta della tradizione cinese.

Al centro di questa visione c’è il camminare, inteso non solo come esperienza fisica ma come pratica interiore: è nel viaggio, nell’attraversamento dei paesaggi, delle rovine, dei siti antichi e delle stratificazioni storiche, così come nella sedimentazione dei ricordi personali, che prende forma la sua pittura, perché il passo diventa misura dello spazio e del tempo, gesto creativo e insieme meditazione, modo per ascoltare i luoghi e tradurne l’energia in immagini. Anche la tecnica riflette questo ponte tra culture, poiché Gulistan spesso unisce colori a olio e pigmenti a base d’acqua, fondendo le pratiche in una coesistenza morbida e naturale, e le sue figure – sospese tra sogno e memoria, tra apparizione e dissolvenza – emergono sulla tela come presenze leggere, in equilibrio instabile e poetico tra ciò che è stato e ciò che continua a diventare.


Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Date
Dal 7 marzo all’8 aprile 2026

Biglietti
La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea


Note biografiche

Gulistan è un’artista cinese attiva tra Pechino e il contesto internazionale, la cui ricerca pittorica si sviluppa lungo l’asse culturale che unisce Oriente e Occidente. Dopo aver conseguito il Master in pittura a olio presso la Capital Normal University di Pechino (2000–2003), ha completato un Master in Education presso la University of Flinders in Australia (2005–2007). Attualmente è docente alla Capital Normal University, dove affianca all’attività didattica una intensa ricerca artistica. Nel corso degli anni il suo lavoro è stato presentato in importanti istituzioni museali e sedi internazionali, tra cui il China Art Museum, lo Shanghai Art Museum, il Today Art Museum, il Guangdong Provincial Museum, il Poly Art Museum di Pechino, il National Normal University of Taiwan, il Sejong Hall di Seoul e il Ramsay Museum di Düsseldorf. Le sue opere sono state esposte inoltre in Svezia, Spagna, Portogallo, Grecia, Germania, Italia e Dubai, confermando una presenza sempre più rilevante nel panorama contemporaneo internazionale. Nel 2020, a Roma, ha ricevuto il Contemporary Art Creation Award conferito dall’International Federation of Women Artists. Nel 2021 ha realizzato la personale “The Color of Time” al National Art Museum of China. Nel 2022 è stata protagonista della mostra “The Temperature of Time: Chinese and Italian Artists’ Paintings”, curata da Michelle Mope Andersson, che ha messo in dialogo la sua ricerca con quella dell’artista italiano Antonio D’Acchille. Nel 2023 è stata selezionata per la Florence Biennale, mentre nel 2024 ha partecipato alla International Contemporary Art Fair al Louvre di Parigi nell’ambito della Chinese Women Artists Invitational Exhibition. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui il China Art Museum, l’Ambasciata dell’Unione Europea e la famiglia reale di Dubai, oltre a numerosi collezionisti internazionali.