Nell’ottantesimo anniversario del voto alle donne, la Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea ha accolto con convinzione la richiesta di concedere in prestito a Palazzo Bonaparte il capolavoro di Gustav Klimt “Le tre età”, in occasione della rassegna Novecento italiano. Opere dalla Collezione Generali (14 luglio – 23 agosto 2016) dedicata alla collezione Ina Assitalia, organizzata dal Gruppo Generali per i dieci anni del progetto “Generali Valore Cultura”.
Eseguito nel 1905 e presentato in quello stesso anno alla seconda mostra del Deutscher Künstlerbund di Berlino, il dipinto fu esposto alla Biennale di Venezia del 1910, ricevendo notevoli apprezzamenti. Acquistato dallo Stato Italiano nel 1911, a seguito dell’Esposizione Internazionale di Roma, che celebrava il cinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. l’opera fu destinata all’allora Galleria Nazionale d’arte moderna.
Si tratta di un capolavoro di cui oggi è arduo privare la Galleria, se pur per un lasso di tempo limitato.
Le tre età è considerato uno dei vertici della stagione simbolista europea, segnando un definitivo allontanamento dai modelli accademici e consacrando la maturità artistica di Klimt nell’ambito dell’Art Nouveau. Emblematico del cosiddetto periodo aureo di Klimt, il quadro di caratterizza per il diffuso impiego di lamine preziose e decori ispirati ai mosaici bizantini di Ravenna. Non si tratta esclusivamente di oro, ma anche di platino e argento, prominenti negli sfondi e nell’ornato delle figure, che alludono alla trascendenza spirituale. Questi riflessi metallici creano effetti cangianti che catturano lo sguardo, costringendolo a perdersi nei dettagli più intricati dello sfondo e a soffermarsi nel vuoto. Un vuoto nero, di forma rettangolare, che si inserisce nella tela perfettamente quadrata, suddividendola in fasce orizzontali e verticali secondo proporzioni armoniche, accuratamente studiate.
Klimt combina in modo sofisticato figurazione e astrazione. Le trame decorative degli sfondi rimandano all’arabesco, fanno immaginare una pioggia cristallina o un firmamento punteggiato da stelle, e presentano motivi che possono essere letti come allusioni alla fertilità e alla generazione della vita. Forme circolari che ricordano gli ovuli e le cellule appaiono nei colori viola, blu, giallo e oro. Colori sgargianti e luminosi che bilanciano le tonalità spente dei grigi cinerei e l’opacità del nero.
Ogni elemento dell’opera contribuisce alla costruzione di una riflessione sul tempo, sull’esistenza umana, sull’inesorabile fragilità del corpo e sulla continuità della vita. Ne deriva una potente allegoria dell’essenzialità femminile, che attribuisce alla donna il ruolo di origine e custode dell’esistenza. La straordinaria forza espressiva di quest’opera, insieme erotica e malinconica, che suscita emozioni diverse, come la tenerezza, la seduzione, la compassione, ne fa un’icona della condizione femminile del primo Novecento.
Per questo motivo, la decisione di rendere accessibile gratuitamente al più vasto pubblico uno dei massimi capolavori conservati dalla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea, durante l’estate, assume un significato che va oltre il prestito museale. Nell’anno in cui ricorrono l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana e quello del diritto di voto e di eleggibilità delle donne, il prestito de Le tre età vuole rendere omaggio al ruolo che proprio le donne hanno avuto nella storia civile e culturale del Paese.
Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali
ROMA, PALAZZO BONAPARTE
Piazza Venezia, 5
00187 Roma
ORARI
Tutti i giorni
10:00 – 20:00
T: +39 06 87 15 111
Mail: info@arthemisia.it
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