{"id":1219,"date":"2025-05-20T10:35:26","date_gmt":"2025-05-20T08:35:26","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=1219"},"modified":"2025-05-20T10:35:26","modified_gmt":"2025-05-20T08:35:26","slug":"guido-strazza-ricercare","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/guido-strazza-ricercare\/","title":{"rendered":"Guido Strazza \u2013 Ricercare"},"content":{"rendered":"<h3>Alla Galleria Nazionale la\u00a0<strong>mostra<\/strong>\u00a0che ripercorre\u00a0<strong>oltre mezzo secolo<\/strong>\u00a0di storia attraverso l&#8217;attivit\u00e0 di\u00a0<strong>Guido Strazza<\/strong>: 56 dipinti, 3 sculture, 42 disegni, 31 incisioni.<\/h3>\n<p>Le opere scelte, che provengono dalla <strong>collezione dell\u2019artista e da alcune collezioni pubbliche e private<\/strong>, sviluppano metodologicamente la\u00a0<strong>didattica del segno<\/strong>, ovvero l\u2019elaborazione di ogni immagine possibile, il pensiero in dialogo con ci\u00f2 che possiamo vedere e far vedere. Nel corso della sua lunga carriera, in cui \u2013 come l\u2019artista spesso ha sottolineato \u2013 grande importanza ha avuto, come elemento originale di confronto e creativit\u00e0, il \u201cmomento\u201d didattico, Guido Strazza ha sviluppato una forte connotazione personale, che ne rende impossibile l\u2019inquadramento\u00a0in uno qualsiasi dei tanti movimenti che hanno attraversato il dibattito artistico del dopoguerra, al quale ha comunque partecipato con contributi a tutto campo.<\/p>\n<p>Il nucleo di opere provenienti dallo studio e collezione dell\u2019artista sar\u00e0 donato alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea.<\/p>\n<p><strong>\u00a0L&#8217;attivit\u00e0 artistica di Guido Strazza<\/strong><\/p>\n<p>Guido Strazza (Santa Fiora, Grosseto, 1922) inizia la sua carriera artistica appena ventenne dopo un incontro a Milano con Filippo Tommaso Marinetti, che vede i suoi disegni giovanili e lo invita alle mostre di Aeropittura che si tengono, nel 1942, a Roma, in Palazzo Braschi, e a Venezia, nell&#8217;ambito della XXXIV Biennale. \u00c8 un incontro &#8220;fatale&#8221;, al quale ne fanno seguito tanti altri, che il giovanissimo Strazza, interprete tra i pi\u00f9 originali e sensibili della linea lirica astratta italiana del dopoguerra, cos\u00ec rievoca: &#8220;Siamo andati avanti cos\u00ec per lungo tempo: appena potevo mi presentavo in quel suo studio stipato di libri e riviste e lo ascoltavo, ogni tanto tirava fuori un volume dagli scaffali e me lo regalava. Mi ha aperto gli occhi sull&#8217;arte contemporanea; l&#8217;amicizia con quel vecchio maestro era un&#8217;esperienza straordinaria, ma io tiravo dritto per la mia strada. Mi sono laureato e ho fatto l&#8217;ingegnere per due anni&#8221;.<\/p>\n<p>Poi la decisione che rivoluziona la sua vita, e cio\u00e8 la scelta molto coraggiosa di dedicarsi interamente all&#8217;arte: nel 1948 si reca in Sud America, spostandosi dal Per\u00f9 al Cile e al Brasile. A Lima \u00e8 tra i promotori della &#8220;Agrupaci\u00f2n Espacio&#8221;, l&#8217;associazione di architetti ed artisti che lavorano al progetto di ristrutturazione della citt\u00e0 di Callao distrutta dal terremoto, e sviluppa un profondo interesse per l&#8217;arte preincaica; a Rio de Janeiro conosce Fayga Ostrower, che lo inizia alle tecniche incisorie, e San Paolo, ormai pittore di successo, espone le sue opere nelle Biennali del 1951 e del 1953 e incontra la pittura di Vieira da Silva.<\/p>\n<p>Rientra in Italia nel 1954, prima a Venezia e poi a Milano, concentrando la sua ricerca nei &#8220;racconti segnici&#8221;, nelle lunghe pitture in rotolo (conservate oggi al Museum Ludwig di Colonia), nei &#8220;Paesaggi Olandesi esposti al\u00a0Stedelijk Museum\u00a0ad\u00a0Amsterdam, negli studi\u00a0 sulle metamorfosi delle forme, raccolti poi in una serie di cicli pittorici. Nel &#8217;63 si stabilisce a Roma, dove frequenta i laboratori della Calcografia Nazionale, allora diretta da Maurizio Calvesi, per approfondire il linguaggio dell&#8217;incisione, i cui risultati, incentrati sul rapporto cangiante segno-luce (immagini su schermi mobili trasparenti) e, in seguito, sul rapporto luce-geometria (che troveranno compiuta espressione nel ciclo di pitture e litografie\u00a0<em>Ricercare<\/em>\u00a0del 1973), verranno esposti in una sala personale alla Biennale veneziana del 1968. Sar\u00e0 Carlo Bertelli, divenuto direttore della Calcografia nel 1974, a invitarlo a impostare una didattica dell&#8217;incisione, a cui Strazza si dedicher\u00e0\u00a0 con grande passione, competenza ed originalit\u00e0 per due anni, dando testimonianza di questa importante esperienza nel libro\u00a0<em>Il gesto e il segno<\/em>\u00a0edito da Scheiwiller nel 1979, mentre il seguito creativo approdava alla realizzazione di grandi cicli pittorici (<em>Trama quadrangolare, Segni di Roma<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Cosmati<\/em>) fino ai pi\u00f9 recenti\u00a0<em>Archi<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Orizzonti<\/em>, tutti accolti in eventi espositivi presso prestigiose istituzioni e che gli valgono importanti riconoscimenti, tra cui, nel 1988 per la Grafica e nel 2003 per l\u2019incisione, il Premio Feltrinelli assegnato dall\u2019Accademia dei Lincei.<\/p>\n<p>Per ripercorrere oltre mezzo secolo della vicenda creativa di un artista estremamente sensibile e colto come Strazza, l\u2019occasione idonea \u00e8\u00a0 l\u2019antologica che verr\u00e0 allestita, dal 6 febbraio al 26 marzo, nelle sale della Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna. La mostra accoglie cinquantacinque opere (dipinti, disegni e sculture) datate 1942-2016, provenienti dallo studio dell&#8217;artista e da alcune collezioni pubbliche e private. Le opere scelte (quelle provenienti dallo studio dell\u2019artista costituiranno la donazione alla GNAM) sviluppano metodologicamente la didattica del segno, ovvero l&#8217;elaborazione di ogni immagine possibile, il pensiero &#8220;dialogato&#8221; su ci\u00f2 che possiamo vedere e far vedere. Nel corso della sua lunga carriera, in cui &#8211; come l&#8217;artista spesso ha sottolineato &#8211; grande importanza ha avuto, come elemento originale di confronto e creativit\u00e0, il &#8220;momento&#8221; didattico, l&#8217;artista ha sviluppato una forte connotazione personale, che ne rende impossibile l&#8217;inquadramento\u00a0 in uno qualsiasi dei tanti movimenti che hanno attraversato il dibattito artistico del dopoguerra, al quale ha comunque partecipato con contributi a tutto campo.<\/p>\n<p>Una delle annotazioni che si possono fare riguardo alle ricerche di questi ultimi anni \u00e8 che il segno, spesso, soccombe\u00a0 al colore. Lo spazio ha perduto ogni mistero, \u00e8 stato riempito di colore, e il risultato \u00e8 un non vedere. Ma per l&#8217;artista anche il colore \u00e8 segno, &#8220;radicalmente indefinibile e indescrivibile. Senza direzione, curvatura o lunghezza, non ha in s\u00e9 traccia del gesto n\u00e9 di ci\u00f2 che fa del segno il costruttore dello spazio. Tuttavia, lo riempie di sentimento. Col colore si costruisce uno spazio psicologico&#8221;.<\/p>\n<p>Traspare, da questi concetti, la capacit\u00e0 di risolvere nella sua pi\u00f9 matura ricerca la contraddizione sostanziale tra materia e forma, tra precisione e imprecisione. In\u00a0 questo contesto si situa l&#8217;interesse, tra il 1964 e il 1969, per la scultura in ferro o in plastica, severa e semplice: &#8220;Facendo \u2018sculture&#8217; &#8211; dice Strazza &#8211; non ho fatto altro che far segni come in realt\u00e0 faccio e ho sempre fatto; e posso dirlo se penso al segnare come risposta al richiamo di un fulmineo riconoscere qualcosa che nessuno prima aveva visto, non c&#8217;era, e d&#8217;improvviso c&#8217;\u00e8, si fa presenza assoluta e luminosa&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla Galleria Nazionale la\u00a0mostra\u00a0che ripercorre\u00a0oltre mezzo secolo\u00a0di storia attraverso l&#8217;attivit\u00e0 di\u00a0Guido Strazza: 56 dipinti, 3&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1220,"menu_order":159,"template":"","event-type":[13],"event-categories":[],"event-tag":[],"class_list":["post-1219","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","event-type-mostra"],"acf":{"singole_date_check":false,"date_singole":null,"inizio_evento":"20170206","fine_evento":"20170326","event_all_day":true,"inizia_alle_event":null,"finisce_alle_event":null,"stato_evento":"attivo","nascondi_data":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/1219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"event-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-type?post=1219"},{"taxonomy":"event-categories","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-categories?post=1219"},{"taxonomy":"event-tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-tag?post=1219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}