{"id":2029,"date":"2025-05-29T16:20:15","date_gmt":"2025-05-29T14:20:15","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=2029"},"modified":"2025-05-29T16:29:46","modified_gmt":"2025-05-29T14:29:46","slug":"hot-spot-caring-for-a-burning-world","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/hot-spot-caring-for-a-burning-world\/","title":{"rendered":"HOT SPOT \u2013 Caring For a Burning World"},"content":{"rendered":"<h3><strong>La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong>\u00a0presenta la granda mostra collettiva\u00a0<em><strong>Hot Spot. Caring for a burning world<\/strong><\/em>, a cura di\u00a0<strong>Gerardo Mosquera<\/strong>.<\/h3>\n<p><strong><em>HOT SPOT<\/em><\/strong>\u00a0prende il titolo dall\u2019omonima opera di\u00a0<strong>Mona Hatoum<\/strong>\u00a0(<em>Hot Spot<\/em>, 2013) inclusa in mostra:\u00a0<strong>una grande installazione in ferro e neon<\/strong>\u00a0che raffigura il pianeta Terra\u00a0<strong>acceso da una luce rossa che simboleggia i conflitti<\/strong>\u00a0che lo rendono rovente. L\u2019opera racconta di come il modo\u00a0<strong>dirompente<\/strong>\u00a0con cui \u00e8 stata organizzata la societ\u00e0 umana sembri condurre alla\u00a0<strong>catastrofe ambientale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>fallimento del progetto moderno<\/strong>\u00a0e della possibilit\u00e0 stessa di uno\u00a0<strong>sviluppo armonioso dell&#8217;umanit\u00e0 nel suo ambiente<\/strong>\u00a0\u00e8 oggigiorno molto pi\u00f9 che evidente e si colloca con forza al centro del\u00a0<strong>dibattito contemporaneo<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eNduI6VF2X8?si=uTf6dxVpOBi60H6p\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><small><strong>\u00abACTION SPEAKS LOUDER\u00bb di Cristiana Collu<br \/>\n<\/strong><\/small><small>Direttrice della Galleria Nazionale<\/small><\/p>\n<p>Il percorso espositivo riunisce le molteplici reazioni a queste condizioni da parte degli artisti, attraverso la forza poetica dell&#8217;arte.\u00a0<strong>Le opere selezionate approfondiscono la complessit\u00e0 della situazione attuale<\/strong>\u00a0proponendo pi\u00f9 che una visione di denuncia un\u00a0<strong>attivismo estetico<\/strong>\u00a0che intende stimolare la\u00a0<strong>riflessione<\/strong>\u00a0e sensibilizzare al disastro, per immaginare\u00a0<strong>un diverso rapporto con il pianeta<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00ab<em>\u00c8 naturale che l&#8217;arte affronti temi cos\u00ec scottanti: molti artisti nel corso della propria carriera lo hanno fatto in modo militante, reattivo e pertinente, ma questa mostra, invece, contribuisce alla critica ecologico-sociale attraverso un percorso pi\u00f9 indiretto, ma non meno urgente e puntuale. Il percorso espositivo non considera la questione come qualcosa di specifico, ma la apre e la amplifica esplorando altri aspetti, a volte ambigui e contraddittori, o armoniosi, suggerendo la possibilit\u00e0 di una rinascita dell&#8217;ambiente naturale, poich\u00e9 la vita sulla Terra ha un\u2019enorme capacit\u00e0 di resilienza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><small><strong>Gerardo Mosquera<\/strong>, curatore della mostra<\/small><\/p>\n<hr \/>\n<p>Se le opere di\u00a0<strong>Mona Hatoum<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Pier Paolo Calzolari<\/strong>\u00a0raccontano gli effetti estremi che il clima pu\u00f2 raggiungere attraverso il contrasto visivo e materico, la forza dirompente che possono manifestare gli elementi, come l\u2019acqua, \u00e8 riportata in\u00a0<em>Flooded<\/em>\u00a0di<strong>\u00a0Kim Juree<\/strong>, dove si osserva la dissoluzione di un\u2019architettura di argilla.<\/p>\n<p><strong>Gideon Mendel<\/strong>\u00a0ha invece documentato con le sue fotografie la devastazione lasciata dallo scatenarsi sempre pi\u00f9 frequente di inondazioni in diversi punti del Pianeta. A met\u00e0 strada tra documentazione e fotografia di scena, l\u2019approccio didascalico in queste opere \u00e8 rafforzato dalla componente estetica.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, attraverso immagini suggestive di acque che crescono sfidando la gravit\u00e0, il video\u00a0<em>La mer<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Ange Leccia<\/strong>\u00a0suggerisce l\u2019idea dell\u2019innalzamento del livello del mare.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/90qzvEuZmxs?si=-Mv6q7aiTWM0nXzm\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><small><strong>Ange Leccia,\u00a0<em>La mer<\/em>, 1991<br \/>\n<\/strong><\/small><small>Courtesy l\u2019artista e Almine Rech Gallery<\/small><\/p>\n<p>La crescita vertiginosa della popolazione umana e la sua espansione vorace e incontrollata con il conseguente sfruttamento delle risorse ambientali, portano in primo piano anche la relazione con gli altri esseri viventi che abitano la Terra e che, durante il lockdown, si sono visti riappropriarsi di spazi vitali apparendo in maniera sorprendente lungo le vie cittadine.<\/p>\n<p>Queste apparizioni ricorrono nelle sculture di\u00a0<strong>Davide Rivalta<\/strong>, i cui gorilla \u2013 animale in via di estinzione &#8211; accolgono il pubblico all\u2019ingresso del museo.<\/p>\n<p>La crisi della biodiversit\u00e0, l\u2019estinzione vertiginosa di specie animali e vegetali e la critica allo sviluppo violento delle aree urbanizzate sono al centro dei lavori di\u00a0<strong>Daphne Wright<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Ida Applebroog<\/strong>, ed emergono con sottile ironia nel piccolo\u00a0<em>roadrunner<\/em>\u00a0fermo al confine tra Stati Uniti e Messico ritratto da\u00a0<strong>Alejandro Prieto<\/strong>.<\/p>\n<p>Non mancano le contraddizioni, come nell&#8217;immagine inquietante del video\u00a0<em>O Peixe (The Fish)<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Jonathas de Andrade<\/strong>\u00a0in cui il pescatore abbraccia e accarezza il pesce che sta facendo agonizzare.<\/p>\n<div style=\"padding: 56.25% 0 0 0; position: relative;\"><iframe style=\"position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%;\" title=\"O Peixe (The Fish) | Jonathas de Andrade | 23' | 2016 | Brasil\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/191560038?badge=0&amp;autopause=0&amp;player_id=0&amp;app_id=58479\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/div>\n<p><small><strong>Jonathas de Andrade,\u00a0<em>O Peixe (The Fish)<\/em>, 2016<\/strong>, 37\u2019 sonoro<br \/>\n<\/small><small>Courtesy Galleria Continua<\/small><\/p>\n<p>L\u2019aumento della popolazione sul Pianeta va di pari passo con la sovrapproduzione di beni e di conseguenza con l\u2019aumento di sprechi e di rifiuti: \u00e8 la spazzatura rappresentata con eloquente eleganza da\u00a0<strong>Chris Jordan<\/strong>\u00a0nella sua massivit\u00e0. I crescenti processi di urbanizzazione e tecnologizzazione del mondo hanno scarsa considerazione per l&#8217;ambiente naturale, dando vita a fenomeno inquietanti come le maree oscure ritratte da\u00a0<strong>Allan Sekula<\/strong>.<\/p>\n<p>Le piante agitate dalle macchine nelle sculture in folle movimento di\u00a0<strong>Rachel Youn<\/strong>\u00a0sembrano commentare questo aspetto, cos\u00ec come la manipolazione genetica e il passaggio ai cyborg e alla robotizzazione. La lirica visiva di\u00a0<strong>Johanna Calle<\/strong>\u00a0agisce in modo contrario: costruisce un albero con una macchina da scrivere.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nAamrjwlU-8?si=L-hc64HsOfEOJdid\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Gli alberi sono i protagonisti anche delle opere di\u00a0<strong>Cecylia Malik<\/strong>\u00a0che porta l\u2019attenzione sul disboscamento indiscriminato avvenuto in Polonia, contrapponendo alla morte dei tronchi recisi, la vita, con le madri che, sedute su quello che resta della foresta, allattano i propri figli.\u00a0<strong>Michelangelo Pistoletto<\/strong>\u00a0con cinque tronchi di albero specchianti crea un\u2019immagine aperta sulle relazioni tra presenza umana e ambiente. Nel suo dipinto,\u00a0<strong>Alex Cerveny<\/strong>\u00a0trasforma la silhouette umana in un albero da frutto, circondato da uccelli.<\/p>\n<p>Altre opere ricordano come troppo spesso l\u2019uomo si ponga in una posizione di superiorit\u00e0 quasi patriarcale nei confronti della natura, come fa\u00a0<strong>John Baldessari<\/strong>\u00a0nel suo video\u00a0<em>Teaching a Plant the Alphabet<\/em>\u00a0imponendosi su di essa.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/archive.org\/embed\/BaldessariJohnTeachingAPlantTheAlphabet1972\" width=\"640\" height=\"480\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><small><strong>John Baldessari,\u00a0<em>Teaching a Plant the Alphabet<\/em>, 1972<\/strong>, 19\u2019:10\u2019\u2019<br \/>\n<\/small><small>Courtesy of Video Data Bank, School of the Art Institute of Chicago<\/small><\/p>\n<p><strong>Cristina Lucas<\/strong>, in\u00a0<em>To the Wild<\/em>, racconta di una giovane donna coraggiosa che sfida il sistema, attraverso i suoi stessi meccanismi. Ricorrendo a delle pratiche legali disintegra i suoi rapporti con la civilt\u00e0 per fare ritorno alla natura e alle vesti animali, invertendo i processi di redenzione fondati nel medioevo e utilizzati a lungo in Europa e nelle colonie.<\/p>\n<p>Il videoclip del duo\u00a0<strong>Ibeyi<\/strong>\u00a0sembra esprimere l&#8217;opposto del controllo gerarchico sulla natura in un canto rivolto al fiume, come fosse Och\u00fan, la dea yoruba dell&#8217;acqua dolce, a cui cantano le artiste in lingua inglese e lingua yoruba.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lHRAPIwsS5I?si=VBgj1J_Nc2Ytywyn\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><small><strong>Ibeyi,\u00a0<em>River<\/em>, 2015<\/strong><\/small><\/p>\n<p>Su un&#8217;intera parete della Galleria Nazionale le acque fluttuano nel cielo, in una cosmologia liquida e poetica, dipinta appositamente per questa mostra da\u00a0<strong>Sandra Cinto<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fal7RgwChrQ?si=8aG4k-TOno2Rbzfp\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>L&#8217;opera\u00a0<em>Bilico<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Andrea Santarlasci<\/strong>\u00a0pu\u00f2 essere vista invece come una delicata espressione del contrasto tra natura e mondo costruito. Altri artisti, invece, alludono a una coesistenza armoniosa con la natura, come nella potente fotografia delle dita di yucca messa in scena da\u00a0<strong>Raquel Paiewonski<\/strong>, dove la mano (lo strumento biologico che ha creato l&#8217;Homo Sapiens) diventa una radice commestibile che era il principale alimento coltivato dai Tainos nei Caraibi precolombiani, e che continua a essere importante per la dieta della regione oggi.<\/p>\n<p><strong>Glenda Le\u00f3n<\/strong>\u00a0suggerisce una rinascita nel suo pianoforte fiorito. La vita ha un&#8217;enorme capacit\u00e0 di resilienza, che la fa riemergere in situazioni avverse o insolite, offrendo sempre una speranza.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dqDhJR9Whio?si=zIcH_R5jXz0aLu_U\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TI8hUUs1u1U?si=5E7kUbABapmcn5eW\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Nell&#8217;opera\u00a0<em>Kronos<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Renata Boero<\/strong>, sono protagonisti i tempi dei fenomeni e delle trasformazioni, le relazioni tra i materiali, le loro attrazioni o repulsioni. Una sorta di rituale in cui il colore \u00e8 anche odore, sensazione, \u00e8 la ricerca di una totalit\u00e0 dove l&#8217;inesorabilit\u00e0 della materia naturale, abbandonata ogni mediazione linguistica, porta direttamente alla vita.<\/p>\n<p><strong>Ayrson Her\u00e1clito<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Joceval Santos<\/strong>, artisti e sacerdoti candombl\u00e9, compiranno un grande\u00a0<em>ebb\u00f3<\/em>, una &#8220;pulizia&#8221; cerimoniale del mondo accuratamente preparata secondo le tradizioni yoruba in Brasile. L&#8217;opera ibrida cos\u00ec la ritualit\u00e0 sacra afro-brasiliana con la performance, nel tentativo immaginifico di liberare la sfera terrena dai mali che la affliggono.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/B9AomxVr89I?si=QUlml6Xp30uewTbo\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><small><strong>Ayrson Her\u00e1clito e Joceval Santos,\u00a0<em>Offering (Eb\u00f3) to the World<\/em>, 2023<br \/>\n<\/strong><\/small><small>Performance alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea<\/small><\/p>\n<hr \/>\n<h3>Si tratta di\u00a0<strong>opere<\/strong>\u00a0basate sulla\u00a0<strong>pluralit\u00e0 metodologica<\/strong>, sulla\u00a0<strong>potenza comunicativa dell\u2019immagine<\/strong>, sulla\u00a0<strong>poesia<\/strong>\u00a0e sulla\u00a0<strong>spinta semantica<\/strong>.<\/h3>\n<p>Alcuni lavori sono stati creati senza l&#8217;intenzione di commentare i problemi ecologici, ma sono stati inclusi per la loro capacit\u00e0 di contribuire all&#8217;articolazione del tema. In definitiva, ogni opera d&#8217;arte \u00e8 polisemica e sempre aperta all&#8217;interpretazione.<\/p>\n<p><strong><em>HOT SPOT \u2013 Caring for a burning world<\/em>\u00a0non propugna slogan<\/strong>, piuttosto vuole prendersi cura del mondo anche attraverso l&#8217;arte,\u00a0<strong>invitando a riflettere<\/strong>\u00a0in modi molto diversi e\u00a0<strong>soggettivi<\/strong>\u00a0sui gravi problemi del pianeta nella loro complessit\u00e0 e\u00a0<strong>non solo sul piano ecologico e sociale<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><small>La mostra, pensata appositamente per gli spazi della Galleria Nazionale, presenta le opere di\u00a0<strong>27 artisti<\/strong>\u00a0provenienti da tutto il mondo e appartenenti a generazioni differenti:\u00a0<strong>Ida Applebroog<\/strong>\u00a0(Bronx, New York, 1929),\u00a0<strong>John Baldessari<\/strong>\u00a0(National City, California, U.S., 1931\u2014 Los Angeles, California, U.S., 2020),\u00a0<strong>Renata\u00a0<span class=\"il\">Boero<\/span><\/strong>\u00a0(Genova, 1936),\u00a0<strong>Johanna Calle<\/strong>\u00a0(Bogot\u00e1, Colombia, 1965),\u00a0<strong>Pier Paolo Calzolari<\/strong>\u00a0(Bologna, 1943),\u00a0<strong>Alex Cerveny<\/strong>\u00a0(San Paolo, Brasile, 1963),\u00a0<strong>Sandra Cinto<\/strong>\u00a0(Santo Andre, Brasile, 1968),\u00a0<strong>Jonathas de Andrade<\/strong>\u00a0(Maceio, Brasile, 1982),\u00a0<strong>Filippo de Pisis<\/strong>\u00a0(Ferrara, 1896 \u2013 Milano, 1956),\u00a0<strong>Mona Hatoum<\/strong>\u00a0(Beirut, Libano, 1952),\u00a0<strong>Ayrson Her\u00e1clito<\/strong>\u00a0(Macauba, Brasile, 1968),\u00a0<strong>Ibeyi<\/strong>\u00a0(Lisa-Kaind\u00e9 Diaz e Naomi Diaz, Parigi, 1994),\u00a0<strong>Chris Jordan<\/strong>\u00a0(San Francisco, California, U.S., 1963),\u00a0<strong>Juree Kim<\/strong>\u00a0(Masan, Corea del Sud, 1980),\u00a0<strong>Glenda Le\u00f3n<\/strong>\u00a0(L\u2019Avana, Cuba, 1976),\u00a0<strong>Ange Leccia<\/strong>\u00a0(Barrettali, Francia, 1952),\u00a0<strong>Cristina Lucas<\/strong>\u00a0(Jaen, Spagna, 1973),\u00a0<strong>Cecylia Malik<\/strong>\u00a0(Cracovia, Polonia, 1975),<strong>\u00a0Gideon Mendel\u00a0<\/strong>(Johannesburg, Sudafrica, 1959),\u00a0<strong>Raquel Paiewonsky<\/strong>\u00a0(Puerto Plata, Repubblica Dominicana, 1969),\u00a0<strong>Michelangelo Pistoletto<\/strong>\u00a0(Biella, 1933),\u00a0<strong>Alejandro Prieto<\/strong>\u00a0(Guadalajara, Messico, 1976),\u00a0<strong>Davide Rivalta<\/strong>\u00a0(Bologna, 1974),\u00a0<strong>Andrea Santarlasci<\/strong>\u00a0(Pisa, 1964),\u00a0<strong>Allan Sekula<\/strong>\u00a0(Erie, Pennsylvania, U.S., 1951 \u2013 Los Angeles, California, U.S., 2013),\u00a0<strong>Daphne Wright<\/strong>\u00a0(Longford, Repubblica di Irlanda, 1963),\u00a0<strong>Rachel Youn<\/strong>\u00a0(Abington, Pennsylvania, U.S., 1994).<\/small><\/p>\n<p><strong>Le interviste agli artisti<\/strong>\u00a0in mostra:\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/TgUxQVp_JfLWgg\"><strong>Renata\u00a0<span class=\"il\">Boero<\/span><\/strong><\/a>\u00a0(Genova, 1936),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/fAVRVY9Qla2Qfg\"><strong>Johanna Calle<\/strong><\/a>\u00a0(Bogot\u00e1, Colombia, 1965),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/fAXhoo-GiCXG0Q\"><strong>Alex Cerveny<\/strong><\/a>\u00a0(San Paolo, Brasile, 1963),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/OAXxyDtRQjeePA\"><strong>Sandra Cinto<\/strong><\/a>\u00a0(Santo Andre, Brasile, 1968),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/0wWBwmTTtNelxg\"><strong>Ayrson Her\u00e1clito<\/strong><\/a>\u00a0(Macauba, Brasile, 1968),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/lwXhhdxS_z69JA\"><strong>Chris Jordan<\/strong><\/a>\u00a0(San Francisco, California, U.S., 1963),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/9gXhTVktrw9PKQ\"><strong>Juree Kim<\/strong><\/a>\u00a0(Masan, Corea del Sud, 1980),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/OAXxGjlygT62UQ\"><strong>Glenda Le\u00f3n<\/strong><\/a>\u00a0(L\u2019Avana, Cuba, 1976),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/9wUByokM6_wGLw\"><strong>Ange Leccia<\/strong><\/a>\u00a0(Barrettali, Francia, 1952),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/KAXxdzPEBCNMKg\"><strong>Cecylia Malik<\/strong><\/a>\u00a0(Cracovia, Polonia, 1975),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/vAXB1TaoFzMh5A\"><strong>Raquel Paiewonsky<\/strong><\/a>\u00a0(Puerto Plata, Repubblica Dominicana, 1969),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/fgXxx6xTWn2LUw\"><strong>Davide Rivalta<\/strong><\/a>\u00a0(Bologna, 1974),\u00a0<a href=\"https:\/\/lagallerianazionale.com\/l-intervista-all-artista-andrea-santarlasci-x-hot-spot\"><strong>Andrea Santarlasci<\/strong><\/a>\u00a0(Pisa, 1964),\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/AwVRc4SH82SZHw\"><strong>Daphne Wright<\/strong><\/a>\u00a0(Longford, Repubblica di Irlanda, 1963) e\u00a0<a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/story\/gQWRQ7wtIFatAw\"><strong>Rachel Youn<\/strong><\/a>\u00a0(Abington, Pennsylvania, U.S., 1994).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea\u00a0presenta la granda mostra collettiva\u00a0Hot Spot. 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