{"id":2058,"date":"2025-05-29T16:37:04","date_gmt":"2025-05-29T14:37:04","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=2058"},"modified":"2025-05-29T16:46:54","modified_gmt":"2025-05-29T14:46:54","slug":"daniela-comani-you-are-mine","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/daniela-comani-you-are-mine\/","title":{"rendered":"Daniela Comani. YOU ARE MINE"},"content":{"rendered":"<p>La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea presenta l\u2019opera\u00a0<strong><em>YOU ARE MINE<\/em><\/strong>\u00a0con la quale\u00a0<strong>Daniela Comani<\/strong>\u00a0affronta la questione, estremamente attuale, del femminicidio. Attraverso un\u2019installazione site-specific concepita per il Corridoio Bazzani della Galleria Nazionale, l&#8217;artista condivide la propria riflessione esponendo una serie di riproduzioni di articoli di giornale raccolti, selezionati, archiviati e manipolati, che riportano notizie di omicidi avvenuti fra le mura domestiche. Ma questa volta, \u00e8 dato un punto di vista diverso: \u201cho invertito la cronaca dei nostri quotidiani (l\u2019uomo diventa donna, la vittima carnefice e viceversa), invitando cos\u00ec a riflettere sul fenomeno del femminicidio e sulle sue assurdit\u00e0\u201d (Daniela Comani).<\/p>\n<p>In questa serie di testi-immagini compare una cronaca popolata da donne impetuose e violente, mogli gelose, ex fidanzate che non accettano il tradimento o la fine di una relazione, accanto a uomini che subiscono violenze di ogni genere, picchiati, inseguiti, violentati.<\/p>\n<p>\u201cLa violenza di genere connota la nostra storia da millenni, soprattutto quando le donne hanno la forza e il coraggio di ribellarsi e uscire dai propri ruoli. Negli uomini l&#8217;aggressivit\u00e0 \u00e8 solitamente considerata ormonale, e entro un certo limite viene accettata come normale. Nonostante non esista un profilo standard per chi compie violenza domestica, ci sono schemi che si ripetono. Nei cosiddetti \u201cdelitti d\u2019onore\u201d sono infatti la gelosia, la vendetta, la possessivit\u00e0 e l&#8217;odio verso le donne i motivi comuni che portano al sopruso. Al contrario, delle vittime si hanno sempre poche informazioni. Di solito i media riportano solo il nome di battesimo e l&#8217;et\u00e0 delle donne, nonch\u00e9 la tipologia dell\u2019omicidio. Le circostanze esatte rimangono quindi oscure, nascoste dietro quei muri dove si \u00e8 svolto il dramma.<\/p>\n<p>Comani capovolge questa crudele realt\u00e0 invertendo i ruoli di genere, rendendo gli uomini vittime di violenza all&#8217;interno delle loro stesse dimore. L&#8217;effetto di questo rovesciamento sovversivo \u00e8 sorprendente, proprio perch\u00e9 siamo abituati a individuare il colpevole nella figura maschile\u201d, queste le parole della curatrice Miriam Schoofs.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>La mostra<\/strong><\/h3>\n<p>La nuova installazione dell\u2019artista mette in risalto il contrasto, la stonatura, tra la sobriet\u00e0 dell&#8217;informazione mediatica e il dramma della violenza domestica e del femminicidio, invertendo i generi e trasformando cos\u00ec le donne da vittime a carnefici: in questo processo la stessa cronaca nera rivela il senso di straniamento e alienazione di cui \u00e8 rivestita quotidianamente, nel suo formale distacco dalla tragedia umanamente vissuta. Alcuni fatti ne risultano quasi surreali, se non persino comici.<\/p>\n<p>Nella serie di 15 stampe ingrandite su un materiale di cotone e alluminio che l\u2019artista accartoccia, si snoda questa originale modalit\u00e0 di divulgazione dei fatti di cronaca. \u00c8 proprio questo materiale tessile che, con la sua superficie sgualcita, conferisce un carattere plastico alla sequenza di ritagli di giornale allestiti \u2013 non incorniciati \u2013 nello spazio espositivo. La natura oggettuale dell\u2019installazione genera un effetto scultoreo che aggiunge un nuovo piano di lettura al lavoro concettuale di Comani, un\u2019insolita corporeit\u00e0 che enfatizza la natura esplosiva del tema affrontato.<\/p>\n<p>Come Giuditta decapita Oloferne di Caravaggio (1598\/1599) e di Artemisia Gentileschi mostrarono un atto di violenza compiuto da una donna ai danni di un uomo suscitando enorme scalpore tra gli spettatori contemporanei e diventando precedenti illustri della rara forma di rappresentazione nella storia dell\u2019arte, cos\u00ec oggi, attraverso la potenza dell\u2019immagine, questo lavoro di Daniela Comani sottolinea il ruolo di denuncia sociale che l\u2019arte pu\u00f2 assolvere.<\/p>\n<p><small><strong>Daniela Comani<\/strong>\u00a0(Bologna, 1965) studia all\u2018Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1993 consegue l\u2019MFA all\u2018Universit\u00e0 delle Arti di Berlino. Dal 1989 vive e lavora a Berlino. Vincitrice di diversi premi e borse di studio, l\u2019artista partecipa a numerose mostre in Italia e all\u2019estero. Il suo lavoro si concentra sul tema della storia, dell\u2019identit\u00e0, del\u00a0<em>gender<\/em>\u00a0e degli stereotipi sociali, utilizzando il medesimo linguaggio di quei mezzi di comunicazione che si fanno interpreti, nel nostro quotidiano, di valori sociali e consuetudini culturali. Temi che elabora in un ambito multimediale. Tra le sue opere principali ricordiamo\u00a0<em>Sono stata io. Diario 1900-1999<\/em>, dove Comani racconta in prima persona dal primo gennaio al 31 dicembre avvenimenti storici, politici, culturali avvenuti nel XX secolo; nella serie fotografica\u00a0<em>Un matrimonio felice<\/em>, work in progress dal 2003, mette in scena, giocando con gli stereotipi di genere, la vita quotidiana di una coppia interpretando entrambi i soggetti; ancora, nella serie\u00a0<em>Novit\u00e0 editoriali a cura di Daniela Comani<\/em>, trasforma pietre miliari della storia della letteratura attraverso un\u2019operazione artistica che manipola le copertine invertendo il maschile con il femminile, e viceversa. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia per il Padiglione di San Marino.<\/small><\/p>\n<p><small>Le sue opere sono presenti tra l\u2019altro nelle collezioni permanenti di MAMbo, Bologna; Kupferstichkabinett &#8211; Musei Statali, Berlino; Museo Folkwang, Essen; Museo on the Seam, Gerusalemme; Mus\u00e9e Les Abattoirs, Tolosa; Academy Museum of Motion Pictures, Los Angeles.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea presenta l\u2019opera\u00a0YOU ARE MINE\u00a0con la quale\u00a0Daniela Comani\u00a0affronta la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2072,"menu_order":117,"template":"","event-type":[13],"event-categories":[],"event-tag":[],"class_list":["post-2058","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","event-type-mostra"],"acf":{"singole_date_check":false,"date_singole":null,"inizio_evento":"20221017","fine_evento":"20230212","event_all_day":true,"inizia_alle_event":null,"finisce_alle_event":null,"stato_evento":"attivo","nascondi_data":false,"data_testuale_evento":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/2058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2072"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"event-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-type?post=2058"},{"taxonomy":"event-categories","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-categories?post=2058"},{"taxonomy":"event-tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-tag?post=2058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}