{"id":2098,"date":"2025-05-30T10:08:44","date_gmt":"2025-05-30T08:08:44","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=2098"},"modified":"2025-05-30T11:16:45","modified_gmt":"2025-05-30T09:16:45","slug":"ilmondoinfine-vivere-tra-le-rovine","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/ilmondoinfine-vivere-tra-le-rovine\/","title":{"rendered":"ILMONDOINFINE: vivere tra le rovine"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 una mostra aiutarci a riflettere sul collasso ambientale, l\u2019esaurimento delle risorse, la crisi delle forme di vita occidentali e delle sue istituzioni e contribuire a ricollocare la nostra posizione di umani nei confronti del pianeta sul quale viviamo in un\u2019epoca che per alcuni \u00e8 diventata quella geologica dell\u2019Antropocene?<br \/>\nLa domanda \u00e8 retorica: l\u2019arte non \u00e8 nuova alla denuncia delle crisi che il mondo attraversa.<\/p>\n<p>Ma pu\u00f2 una mostra aiutarci a pensare un presente e un futuro nel quale homo sapiens sapiens \u00e8 chiamato, oltre che a rendere conto delle devastazioni delle quali \u00e8 portatore, a ricollocare se stesso in relazione agli altri viventi? In un mondo nel quale dai vegetali si possono ricavare lezioni di etica e politica, osservare le soglie della vita e imparare a vedere il vivente anche dove il nostro sguardo proietta una materia inerte, pensare se stessi a partire dalle metamorfosi e dalla mescolanza piuttosto che dall\u2019identit\u00e0\u2026 In un mondo nel quale all\u2019umano spetta di fare quanto ha sempre fatto ogni volta che un mondo, anche il suo, \u00e8 giunto al termine: ricominciare sempre daccapo, oggi a partire da un\u2019idea di natura nella quale la sua presenza pu\u00f2 situarsi in continuit\u00e0 con quella degli altri viventi dello stesso pianeta.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la scommessa di una mostra che nel vivere tra le rovine vede un paradigma della condizione presente da rovesciare in un\u2019occasione. Perch\u00e9 le rovine tra le quali viviamo sono s\u00ec quelle delle civilt\u00e0 industriali e del saccheggio, della predazione di un capitalismo che lascia al proprio passaggio macerie e rifiuti, ma anche quelle tra le quali la vita ibrida di vegetali, animali e umani, torna ostinata a proliferare indicando le strade di altri mondi possibili. Perch\u00e9 da sempre la vita si dispiega tra le rovine dei mondi precedenti, in un processo continuo nel quale ci\u00f2 che finisce \u00e8 anche ci\u00f2 che inizia.<\/p>\n<p>Cogliere l\u2019ambivalenza tra un mondo in fine e un mondo infine significa imparare a collocarsi sulla soglia della trasformazione continua, in un divenire nel quale non vi saranno ordini precedenti da ripristinare, condizioni mancanti da colmare, templi da ricostruire, e si smetter\u00e0 di guardare al passato come a quell\u2019integrit\u00e0 che il presente erode e al futuro come ci\u00f2 che al presente manca.<\/p>\n<p>Interrogare l\u2019arte contemporanea e la sua capacit\u00e0 di stare su questa soglia, insieme alla presenza di oggetti provenienti da mondi in fine, significa tornare ad attribuire all\u2019arte, tra tutte le tecniche umane, la capacit\u00e0 privilegiata di saper fare mondo.<\/p>\n<p>Con le opere di: Emanuele Becheri,\u00a0<u>Chiara Bettazzi<\/u>,\u00a0<u>Gigi Cifali<\/u>, Felice Cimatti,\u00a0Virginia Colwell,\u00a0Rosetta S. Elkin, Christoph Keller,\u00a0Fiamma Montezemolo,\u00a0MP5,\u00a0Pietro Ruffo,\u00a0Gian Maria Tosatti, Massimiliano Turco,\u00a0Franco Zagari.<\/p>\n<p>Con gli elaborati sonori di: Belle Poudre (Dirk Bell\/Reto Pulfer), Sam Conran, Milli Graffi, Francis Heery, Petri Kuljuntausta, Yoko Ono\/Plastic Ono Band, High Priest, Matteo Polato, Aim\u00e9e Portioli, Jani Anders Purhonen, Pietro Lussu e Alice Ricciardi, Stefan Schleupner, Luca Vitone (Soundwundertunnel a cura di Eva Macali).<\/p>\n<h3>La mostra<\/h3>\n<p>Si compone di un allestimento di opere di artisti inserite in una catena significante completata dal lavoro curatoriale attraverso oggetti di statuto diverso dall\u2019arte contemporanea. L\u2019insieme \u00e8 volto a interrogare la continua creazione e crisi della capacit\u00e0 di fare mondo espressa tanto dall\u2019arte quanto dal complesso delle prassi umane, siano esse di ambito tecnico, rituale, scientifico, culturale o estetico.<\/p>\n<h3>I temi<\/h3>\n<p>Geografi, architetti, filosofi, antropologi, vulcanologi, botanici, metereologi, archeologi, storici, fisici sono invitati a prendere parte a una serie di incontri seminariali, dibattiti, presentazioni che accompagna la mostra dal 13 dicembre al 23 gennaio articolata su alcuni nuclei tematici: le origini del mondo; la vita e le sue metamorfosi; Antropocene; le ecologie; le metafisiche della mescolanza; organico e inorganico; mondanit\u00e0 e vita tra le rovine.<\/p>\n<h3>Le performance<\/h3>\n<p>Eventi performativi ed esecuzioni live scandiscono la durata della mostra con proiezioni di film, concerti, uno spettacolo teatrale, un coro, letture botaniche e alcune performance affidate a danzatori e artisti.<\/p>\n<h3>Il Soundwundertunnel<\/h3>\n<p>La camera delle meraviglie in questa mostra prende la forma di un\u2019installazione sonora della lunghezza di un tunnel di 13 metri. La plastica del suono, che nelle composizioni degli artisti invitati si arresta sulla soglia della musica e della parola, ripercorre i temi della nascita, della fine, della metamorfosi attraverso l\u2019architettura e il disegno del suono.<\/p>\n<p>Acura di Ilaria Bussoni, Simone Ferrari, Donatello Fumarola, Eva Macali e Serena Soccio<br \/>\nDa un progetto di Ilaria Bussoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 una mostra aiutarci a riflettere sul collasso ambientale, l\u2019esaurimento delle risorse, la crisi delle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2099,"menu_order":110,"template":"","event-type":[13],"event-categories":[],"event-tag":[],"class_list":["post-2098","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","event-type-mostra"],"acf":{"singole_date_check":false,"date_singole":null,"inizio_evento":"20181213","fine_evento":"20190123","event_all_day":true,"inizia_alle_event":null,"finisce_alle_event":null,"stato_evento":"attivo","nascondi_data":false,"data_testuale_evento":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/2098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2099"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"event-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-type?post=2098"},{"taxonomy":"event-categories","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-categories?post=2098"},{"taxonomy":"event-tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-tag?post=2098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}