{"id":2109,"date":"2025-05-30T10:14:28","date_gmt":"2025-05-30T08:14:28","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=2109"},"modified":"2025-05-30T10:14:28","modified_gmt":"2025-05-30T08:14:28","slug":"you-got-to-burn-to-shine","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/you-got-to-burn-to-shine\/","title":{"rendered":"You Got To Burn To Shine"},"content":{"rendered":"<div class=\"sidebar-columns\">\n<div class=\"sidebar-column right\">\n<div>La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma \u00e8 lieta di annunciare la prossima apertura il 5 febbraio della mostra\u00a0<em>You Got to Burn to Shine<\/em>.<\/p>\n<p>Il titolo\u00a0<em>You Got to Burn to Shine<\/em>\u00a0(<em>Per risplendere devi bruciare<\/em>) preso in prestito dalla celebre raccolta di poesie del poeta, artista e performer statunitense John Giorno, sottolinea la complessit\u00e0 dell\u2019individuo nello stare al mondo e, parallelamente, ne propizia la sua costruzione come soggetto.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, a cura di Teresa Macr\u00ec, ha l\u2019ambizione di narrare, attraverso un gioco di rimandi e di connessioni, le discordanze e i processi di ridefinizione del sistema\u2013mondo e la sua interpretazione estetica nell\u2019epoca post-ideologica. You Got to Burn to Shine intende anche analizzare come l\u2019opera, all\u2019interno del display dell\u2019arte, possa esplicare un pensiero critico e rappresentare nuove geografie mentali sia individuali che collettive. E, soprattutto, esplorare quali dispositivi possono essere innescati per tramutare le proprie posizioni in suggestioni estetico-visive toccando la coscienza collettiva; quali paradigmi si possono attivare, in un presente in continuo mutamento, per sovvertire concetti e stereotipi e configurare un universo di senso.<\/p>\n<p>La selezione degli artisti di\u00a0<em>You Got to Burn to Shine<\/em>\u00a0\u00e8 costruita su un\u2019affinit\u00e0 comportamentale e attitudinale, che prevede la decostruzione linguistica come strategia primaria di interazione con la dimensione politica, poich\u00e9 l\u2019arte \u00e9 l\u2019assimilazione di atto politico e atto poetico. Tale attitudine, sia pur nella differenziazione delle pratiche usate (video, installazione, scultura, poesia, film) accomuna gli artisti nella presa di posizione di dissenso verso le convenzioni e le ipocrisie della realt\u00e0 e li indirizza verso l\u2019ideazione di spazi antagonisti e mobili in cui re-immaginare il mondo. In chiave utopica o no.<\/p>\n<p>Nella variazione degli intrecci e vibrazioni emozionali che gli artisti delineano, emerge la critica radicale ad un ordine esistente e mai generico e la tentazione di rovesciarlo per aprire a nuove prospettive. La selezione degli artisti traccia una sorta di disarticolato percorso artistico trans-generazionale, che va dalla presenza di John Giorno fino a Roberto Fassone, attraverso cui si evince la spinta critico-sperimentale che attraversa il fare estetico al di<br \/>\nl\u00e0 delle categorie e delle generazioni. Al tempo stesso, la fusione dei vari linguaggi (arti visive, cinema, musica, poesia, antropologia) suggerisce l\u2019idea di una impalcatura strutturale che ibrida le varie discipline, oramai sempre pi\u00f9 interconnesse tra loro. La scelta tende ad amalgamare le varie esperienze estetiche, con i rispettivi ruoli e pesi all\u2019interno della produzione estetica internazionale, e ad asserire quanto il pensiero radicale e l\u2019attitudine sperimentale possano disegnare nuovi equilibri e possibili orizzonti di esistenza che sfiorano la sfera intima e quella sociale.<\/p>\n<p><em>You Got to Burn to Shine<\/em>\u00a0\u00e8 una costellazione di intenti: la pratica di Francis Al\u00ffs affronta, con leggerezza e umorismo, l\u2019interdipendenza tra cultura e potere e il processo egemonico che da essa si sviluppa. Spesso questa posizione engag\u00e9e viene a coincidere con l\u2019immaginario musicale, con l\u2019appartenenza ad un contesto upper o underground e dunque con l\u2019affrancamento tra \u201ccultura alta\u201d e \u201ccultura popolare\u201d come nel lavoro di Jeremy Deller e Mike Kelley. Un universo linguistico innovatore \u00e8 quello profilato, fin dagli anni Sessanta, dal poeta-artista di culto John Giorno, il cui testo poetico viene delegato in maniera rivoluzionaria ai mezzi di comunicazione e diretto alla fruizione di massa. Il suo universo poetico \u00e8 distribuito attraverso opere come i poem print, i wall papers testuali, reading musicali, performance e happening. Depistante \u00e8 la ricerca di Luca Guadagnino, regista e intellettuale spregiudicato che, nel suo percorso cinematografico sovverte l\u2019atto del guardare e di sentire il cinema attraverso una visionariet\u00e0 che collima fortemente con l\u2019arte. Attraverso lo scarto tra vero e verosimile, spesso mediato da un humour sarcastico, Roberto Fassone invera opere e performance che tendono a convertire il senso in no sense, a delegittimare comportamenti e credenze collettive diffuse per accedere a nuove letture e interpretazioni della realt\u00e0. Il duo Domenico Mangano &amp; Marieke van Rooy, attraverso il dispositivo video, riflette sui paradossi sociali ed ecologici dell\u2019epoca globale. La relazione tra l\u2019io e il mondo, l\u2019intreccio tra storia personale e storia sociale, forniscono ad Elena Bellantoni lo spazio critico per affermare il suo agire estetico attraverso performances, video e scultura. \u00c9 invece una analisi partecipata delle pieghe del mondo quella che Bertille Bak riesce a trasmettere attraverso i suoi video-reportage, le sue installazioni e sculture, dense e prive di retorica. Fiamma Montezemolo, artista e antropologa, \u00e8 l\u2019emblema di una nuova soggettivit\u00e0 riflessiva che fonde ricerca antropologica ed espressione artistica. Il suo lavoro \u00e8 formalizzato sul concetto di limite e confine tra due discipline. Kri\u0161tof Kintera, grazie al suo alfabeto polimorfo possiede la follia di inventare mondi spaesanti, a immaginarne uno parallelo (a quello in cui vive) il cui congegno scardina le convenzioni, assembla e fonde una sorta di realt\u00e0\/surrealt\u00e0. Luca Vitone tende continuamente a interrogarsi sulla realt\u00e0 e ad aprire a nuove visioni di essa oppure a ritrovarne gli affetti che la hanno attraversato. Sislej Xhafa, infine, vive quotidianamente le geometrie psichiche, logiche e logistiche dell\u2019immigrazione senza tesserne un racconto consolatorio, piuttosto le dribbla e le raggruma in un paradigma spiazzante, composto da d\u00e9tournement, ricorsi concettuali e giochi linguistici.<\/p>\n<p>La mostra\u00a0<em>You Got to Burn to Shine<\/em> aderisce a questa dimensione alternativa del reale, visionaria, deviante, spesso ironica e non preordinata, supportata da una vis dissacratoria e da un umore pop.<\/p>\n<p><small><strong>Artisti in mostra:<\/strong>\u00a0Francis Al\u00ffs, Bertille Bak, Elena Bellantoni, Jeremy Deller, Roberto Fassone, John Giorno, Luca Guadagnino, Mike Kelley, Kri\u0161tof Kintera, Domenico Mangano &amp; Marieke van Rooy, Fiamma Montezemolo, Luca Vitone, Sislej Xhafa.<\/small><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma \u00e8 lieta di annunciare la prossima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2110,"menu_order":100,"template":"","event-type":[13],"event-categories":[],"event-tag":[],"class_list":["post-2109","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","event-type-mostra"],"acf":{"singole_date_check":false,"date_singole":null,"inizio_evento":"20190205","fine_evento":"20190407","event_all_day":true,"inizia_alle_event":null,"finisce_alle_event":null,"stato_evento":"attivo","nascondi_data":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/2109","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2109"}],"wp:term":[{"taxonomy":"event-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-type?post=2109"},{"taxonomy":"event-categories","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-categories?post=2109"},{"taxonomy":"event-tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-tag?post=2109"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}