{"id":2230,"date":"2025-05-30T14:31:24","date_gmt":"2025-05-30T12:31:24","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=2230"},"modified":"2025-05-30T14:31:24","modified_gmt":"2025-05-30T12:31:24","slug":"carlo-montarsolo-alta-tensione-tra-passato-e-presente","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/carlo-montarsolo-alta-tensione-tra-passato-e-presente\/","title":{"rendered":"Carlo Montarsolo. Alta tensione tra passato e presente"},"content":{"rendered":"<p>Con la mostra\u00a0<strong><em>Montarsolo. Alta tensione tra passato e presente<\/em><\/strong>\u00a0a cura di\u00a0<strong>Giorgio Agnisola\u00a0<\/strong>la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea rende omaggio all\u2019artista nel centenario dalla nascita e in occasione della recente donazione del suo Archivio.<\/p>\n<p>Carlo Montarsolo ha rappresentato una significativa presenza nel quadro delle ricerche artistiche del secondo dopoguerra tese a conciliare sintesi geometrica e tendenzialmente astratta &#8211; a tratti neocubista e persino informale &#8211; con espressioni tradizionali. La cifra identitaria del linguaggio dell\u2019artista emerge in particolare da questo richiamo alla tradizione, leggibile come\u00a0 retaggio di una cultura paesaggistica partenopea e meridionale, che ha alimentato la sua formazione giovanile, caratterizzata da colori morbidi e pastosi e da vibranti risalti della luce.<\/p>\n<p>\u00c8 soprattutto nel segno di una forte, irrisolta tensione tra passato e presente che tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta del secolo passato, arco temporale su cui \u00e8 incentrata la mostra, l\u2019artista ha testimoniato un peculiare e felice percorso che, nel panorama degli artisti dello stesso periodo, lo rende assolutamente riconoscibile, con esiti di suggestiva intensit\u00e0 espressiva.<\/p>\n<p>Opere come\u00a0<em>Tempio sommerso<\/em>\u00a0(1967), in cui il dato costruttivo, pur restando trama essenziale dell\u2019immagine, viene per cos\u00ec dire assorbito dai multipli tagli della luce evocando misteriose e quasi magiche e interne armonie, si contrappongono a opere pi\u00f9 introverse e materiche, tendenzialmente simboliche, come<em>\u00a0Sole sul davanzale\u00a0<\/em>(1962) e\u00a0<em>Elementi di una macchina<\/em>\u00a0(1979), caratterizzate da calibrate scansioni di piani e di forme, talora da giochi sottesi e intimistici di luci e di ombre. Emblematicamente, le opere di Montarsolo presenti in mostra intrecciano un prezioso dialogo con opere selezionate, provenienti dalle collezioni della Galleria, di artisti a lui contemporanei come Lucio Del Pezzo, Umberto Mastroianni, Augusto Perez.<\/p>\n<p>Completano l\u2019esposizione una selezione di inchiostri e diversi documenti d\u2019archivio che concorrono a ricostruire la carriera artistica di Montarsolo, tra cui lettere e testimonianze di alcuni protagonisti della scena istituzionale, artistica e culturale (Andreotti, Argan, Bucarelli, Guttuso, Iotti).<\/p>\n<p>Questo omaggio \u00e8 un\u2019importante occasione che si aggiunge alle varie iniziative nel segno della riscoperta di Carlo Montarsolo (1922-2005), con l\u2019obiettivo di approfondire la proficua produzione dell\u2019artista in questa significativa ricorrenza e in occasione della donazione del suo archivio alla Galleria Nazionale, che ha iniziato uno studio approfondito su questo lascito. Contestualmente all\u2019apertura della mostra, i materiali dell\u2019Archivio Montarsolo interamente schedati e digitalizzati verranno pubblicati sul portale OPAC e resi fruibili al pubblico.<\/p>\n<p>Curata e promossa dall\u2019<strong>Associazione Montarsolo<\/strong>, la mostra \u00e8 realizzata con il patrocinio di\u00a0<strong>AitArt &#8211; Associazione Nazionale Archivi d\u2019Artista<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><small><strong>Carlo Montarsolo<\/strong>\u00a0(Marmore 1922- Roma 2005) \u00e8 cresciuto a Portici (Napoli). Autodidatta, il suo registro si caratterizza sin dagli esordi per un linguaggio neoimpressionista con cui ritraeva paesaggi dell\u2019area vesuviana. Pur restando fedele alla tradizione, fu sempre per\u00f2 aperto a nuove sperimentazioni, che testimonia negli anni successivi con opere segnate da un singolare e suggestivo confronto tra linguaggio tradizionale e nuove ricerche informali e neocubiste. A partire dai primi anni Quaranta \u00e8 presente sulla scena artistica nazionale e internazionale, segnalato da critici e studiosi d\u2019arte come Argan, Brandi, Bucarelli, Carluccio, Trimarchi, Valsecchi, Venturoli. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1959 e vince numerosi premi tra gli anni Sessanta e Settanta.<\/small><\/p>\n<p><small>E\u2019 inoltre presente a tutte le Quadriennali d\u2019Arte di Roma e alla Biennale Internazionale d\u2019Arte del Mediterraneo, dove rappresenta l\u2019Italia su designazione della Biennale di Venezia, e quindi a Melbourne, Sidney e New York quale rappresentante della pittura italiana su invito della Quadriennale di Roma. Nel 1962 con l\u2019opera\u00a0<em>Tempio sommerso<\/em>, primo autentico esempio di cubismo analitico visto a Napoli, riceve il massimo riconoscimento da una giuria presieduta da Argan. I suoi dipinti si trovano tutt\u2019oggi in prestigiose collezioni museali in Italia e nel mondo (alla Permanente di Milano, nei musei d\u2019arte moderna di Parigi, di Monaco, di Bonn, alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma, al Museo d\u2019Arte Moderna di Santo Domingo). Per i suoi meriti artistici e culturali nel 1968 \u00e8 stato insignito dal Capo dello Stato della \u201cCommenda\u201d al merito artistico della Repubblica. Nel 1986 presenta, al Museo Pignatelli di Napoli, una antologica delle sue opere a cura della Soprintendenza ai beni Artistici e Storici<\/small><\/p>\n<p><small>Non soltanto pittore, ma anche appassionato divulgatore, dal 1975 \u00e8 stato invitato dagli Istituti Italiani di Cultura in America e in Europa a tenere conferenze e seminari sull\u2019arte contemporanea che si accompagnavano a mostre selezionate dei suoi dipinti. Didatta appassionato (suo il libro-vademecum\u00a0<em>Un artista racconta l\u2019arte<\/em>, 2002), ha scritto numerosi articoli e saggi sul senso dell\u2019arte e sulle ricerche del Novecento.<\/small><\/p>\n<p><small>Le retrospettive pi\u00f9 recenti, promosse dall\u2019Associazione Montarsolo, di cui \u00e8 presidente il figlio Federico, si sono tenute in Montenegro (Museo Nazionale di Cettigne, 2014), alla Spezia (Palazzina delle arti, 2016), a San Francisco (Istituto Italiano di Cultura, 2018), a Napoli (Castel dell\u2019Ovo, 2018), a Portici (Reggia, 2019), in Armenia (Galleria Nazionale di Arte Moderna, Jerevan, 2020). L\u2019archivio dell\u2019artista \u00e8 stato donato alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la mostra\u00a0Montarsolo. 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