{"id":2233,"date":"2025-05-30T14:35:40","date_gmt":"2025-05-30T12:35:40","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=2233"},"modified":"2025-05-30T14:35:40","modified_gmt":"2025-05-30T12:35:40","slug":"capogrossi-dietro-le-quinte","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/capogrossi-dietro-le-quinte\/","title":{"rendered":"Capogrossi. Dietro le quinte"},"content":{"rendered":"<p>La ricorrenza dei cinquant\u2019anni dalla scomparsa di Giuseppe Capogrossi (Roma, 7 marzo 1900 \u2013 9 ottobre 1972) \u00e8 un\u2019importante occasione per celebrare uno dei padri della pittura informale e dell\u2019arte italiana del Novecento. Il 20 settembre inaugura alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea la grande mostra dal titolo\u00a0<em>Capogrossi. Dietro le quinte<\/em>\u00a0a cura di Francesca Romana Morelli.<\/p>\n<p>La mostra alla Galleria Nazionale riporta a Roma l\u2019opera dell\u2019artista dopo oltre 20 anni, dando avvio alle iniziative in omaggio all\u2019artista per questo anniversario nel contesto di un progetto articolato dal titolo\u00a0<em>Capogrossi. Il segno nei musei e nelle istituzioni italiane<\/em>, su impulso del Presidente della Fondazione Guglielmo Capogrossi.<\/p>\n<p>Alla Biennale di Venezia del 1954 Capogrossi \u00e8 presente con una memorabile sala personale: Giulio Carlo Argan, convinto che l\u2019arte \u00e8 un \u201c<em>atto della coscienza\u201d<\/em>, dopo avere visitato l\u2019esposizione scrive in privato all\u2019artista \u201c<em>Tra i pittori d\u2019oggi tu sei uno dei pochi che si preoccupano assai pi\u00f9 della forma che del quadro; e si rendono conto che, per salvare la prima, pu\u00f2 essere necessario e mette comunque conto di sacrificare il secondo (\u2026) Perci\u00f2 io penso che la tua posizione,\u00a0 anche se qualcuno possa giudicarla ostinatamente appartata\u00a0 e astrattamente contemplativa , sia generosa ed umana.(\u2026) Fa sempre piacere ritrovare nella pittura di un amico le sue pi\u00f9 autentiche qualit\u00e0 morali; e di questo, non d\u2019altro.\u201d<\/em><\/p>\n<p>In mostra, una selezione di oltre trenta dipinti e una ventina di opere su carta provenienti dalle collezioni della Galleria Nazionale, sede del pi\u00f9 cospicuo nucleo di opere dell\u2019artista, dalla Fondazione Archivio Capogrossi e da collezioni private. Completano l\u2019esposizione documenti d\u2019archivio provenienti dai fondi documentari dell\u2019artista conservati nell\u2019Archivio della Galleria e presso la Fondazione, come ritratti fotografici di Capogrossi con personaggi di spicco dell\u2019epoca, cataloghi di mostre, riviste, lettere e articoli di giornale, che ricostruiscono le relazioni intessute dall\u2019artista.<\/p>\n<p>Come sottolinea la curatrice Francesca Romana Morelli \u201c<em>la mostra \u00e8 un excursus che intende stabilire un serrato dialogo tra la prima stagione pittorica dell\u2019artista, culminata nel periodo tonale, con la fase successiva, in cui le opere funzionano come le tessere di un puzzle, che una volta incastrate tra di loro, senza seguire un ordine cronologico, ma piuttosto assonanze nella struttura compositiva, rendono visibile l&#8217;autentica fisionomia saturnina dell&#8217;artista, che fin dagli anni trenta,\u00a0 filtra la sua pittura con una logica e un rigore mentale, mostrando di essere sempre in ascolto di s\u00e9 stesso e in costante osservazione del mondo esterno, rimanendo fuori da rotte consolidate\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Tra le opere esposte, una selezione di dipinti non esposti da lungo tempo come l\u2019iconica\u00a0<em>Superficie 274<\/em>\u00a0(1954) e\u00a0<em>Autoritratto con Emanuele Cavalli<\/em>\u00a0(1927 circa), in cui l\u2019artista raddoppia s\u00e9 stesso attraverso il ritratto del sodale Emanuele Cavalli, che spunta da dietro le sue spalle. Il\u00a0<em>Paesaggio invernale<\/em>\u00a0(1935), ripreso dalla terrazza in cima a una palazzina di Prati, dove Capogrossi aveva il suo studio, ma anche inteso come pura e desolata messa in scena della vita umana (di propriet\u00e0 di UniCredit).<\/p>\n<p>Inoltre, una straordinaria\u00a0<em>Superficie 76 bis<\/em>\u00a0(1954-1958) i cui segni si dispongono in modo articolato, creando degli spazi vuoti che hanno un peso determinate nella struttura compositiva; l\u2019essenziale ed enigmatica\u00a0<em>Superficie 538<\/em>\u00a0(1961), caratterizzata da un piano nero che si incardina su rapporti e forze in atto nello spazio, potenziati dalle propriet\u00e0 del colore e da sottili gradi di luminosit\u00e0 e di opacit\u00e0 dei pigmenti neri, interrotti diagonalmente da una fenditura bianca, su cui esercita una forza dinamica la combinazione di segni neri e di pi\u00f9 grandi arancioni.<\/p>\n<p>Infine, un\u2019imponente\u00a0<em>marouflage<\/em>\u00a0verticale,\u00a0<em>Superficie 419<\/em>\u00a0(1950 circa), il cui carattere bidimensionale \u00e8 accentuato da una griglia su cui poggiano i segni grandi, che impongono un ordine ai segni pi\u00f9 piccoli, e\u00a0<em>Superficie 106<\/em>\u00a0(1954) opera di forma ovale, intesa dall\u2019artista come una forma continua, che contiene al suo interno una struttura compositiva in cerca di un raccordo con la dimensione visiva-sonora dello spazio esterno. Queste due ultime opere sono appartenute ai famosi architetti Luigi Moretti e Vincenzo ed Edoardo Monaco, che hanno avuto un ruolo determinante nella vicenda artistica e umana di Capogrossi. Il percorso espositivo \u00e8 arricchito da una sala di opere dal formato ovale e una sala di\u00a0<em>Rilievi<\/em>\u00a0bianchi, ideati dall\u2019artista negli anni sessanta, che dimostrano la sua inesauribile volont\u00e0 di sperimentazione. Non ultimo, il grande arazzo\u00a0<em>Astratto<\/em>\u00a0(1963), ideato per la Turbonave Michelangelo.<\/p>\n<p>La mostra alla Galleria Nazionale inaugura un programma di eventi dell\u2019anniversario della scomparsa di Capogrossi, che proseguiranno dal mese di ottobre con una\u00a0<em>mostra diffusa<\/em>\u00a0sul territorio italiano, sezione curata da\u00a0<strong>Patrizia Rosazza Ferraris<\/strong>: circa\u00a0<strong>25 i musei e le istituzioni italiane<\/strong>\u00a0che conservano nelle collezioni opere di Capogrossi e aderiscono all\u2019iniziativa. Ogni istituzione parteciper\u00e0 mettendo in risalto le proprie opere attraverso incontri, conferenze, laboratori.<\/p>\n<p><strong>Nel segno di Capogrossi<br \/>\n<\/strong>Visite di mediazione culturale alla mostra\u00a0<em>Capogrossi. Dietro le quinte<br \/>\n<\/em>A partire da gioved\u00ec 29 settembre,\u00a0<strong>ogni gioved\u00ec alle 11<\/strong>, la Galleria Nazionale organizza visite e approfondimenti dedicati alla mostra di Giuseppe Capogrossi. Le visite, condotte dalle mediatrici e dai mediatori culturali, sono gratuite e comprese nel biglietto di ingresso al museo.<br \/>\nInfo e prenotazioni:\u00a0<a href=\"mailto:isabella.destefano@cultura.gov.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">isabella.destefano@cultura.<wbr \/>gov.it<\/a><\/p>\n<p><small><strong>Ghella e UniCredit sono official sponsor della mostra<\/strong><\/small><\/p>\n<p><small><strong>Ghella<\/strong>\u00a0\u00e8 una realt\u00e0 globale di primaria importanza nel settore delle costruzioni di grandi opere pubbliche. Crede nel valore della cultura investendo da sempre nello sviluppo della creativit\u00e0 e del pensiero critico. Guidata dal cuore e dalla responsabilit\u00e0 sociale sostiene un\u2019idea di impresa intenta a lasciare un mondo migliore alle generazioni future.<\/small><\/p>\n<p><small><strong>UniCredit,\u00a0<\/strong>banca commerciale pan-europea\u00a0con un modello di servizio unico nel suo genere in\u00a0Italia, Germania, Europa Centrale e Orientale<strong>,\u00a0<\/strong>vanta una lunga tradizione di sostegno in ambito culturale nelle comunit\u00e0 in cui opera, consapevole di come la cultura nelle sue diverse forme costituisca per queste un motore di sviluppo sociale, economico e sostenibile. Ci\u00f2 si traduce in partnership e sponsorizzazioni di alto profilo sia a livello nazionale, sia internazionale, al fine di rendere l\u2019arte e la cultura sempre pi\u00f9 accessibili alle comunit\u00e0, come nel caso di questa mostra impreziosita dal prestito da parte della banca di un\u2019opera della propria collezione.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricorrenza dei cinquant\u2019anni dalla scomparsa di Giuseppe Capogrossi (Roma, 7 marzo 1900 \u2013 9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2234,"menu_order":81,"template":"","event-type":[13],"event-categories":[],"event-tag":[],"class_list":["post-2233","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","event-type-mostra"],"acf":{"singole_date_check":false,"date_singole":null,"inizio_evento":"20220920","fine_evento":"20221106","event_all_day":true,"inizia_alle_event":null,"finisce_alle_event":null,"stato_evento":"attivo","nascondi_data":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/2233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2234"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"event-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-type?post=2233"},{"taxonomy":"event-categories","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-categories?post=2233"},{"taxonomy":"event-tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-tag?post=2233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}