{"id":2395,"date":"2025-05-30T17:13:06","date_gmt":"2025-05-30T15:13:06","guid":{"rendered":"http:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=2395"},"modified":"2025-05-30T17:13:06","modified_gmt":"2025-05-30T15:13:06","slug":"just-measuring-unconsciousness-each-second-is-the-last","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/just-measuring-unconsciousness-each-second-is-the-last\/","title":{"rendered":"Just measuring unconsciousness \u2013 Each Second is the last"},"content":{"rendered":"<p>Lunedi\u0300 3 febbraio la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea ospita le personali\u00a0<em>Just measuring unconsciousness<\/em>\u00a0di Gregorio Botta e\u00a0<em>Each Second is the last<\/em>\u00a0di Maria Elisabetta Novello , dedicate alla memoria di Lea Mattarella. Due versi della stessa poesia di Emily Dickinson sono stati scelti per due mostre parallele, che riflettono sulla fragilita\u0300 e sulla transitorieta\u0300 dell\u2019esistenza, temi cari ai due artisti che partendo da un orizzonte comune giungono a esiti diversi.<\/p>\n<h3>Just measuring uncosciousness. Gregorio Botta<\/h3>\n<p>Misurare l\u2019inconsapevolezza: come lo\u00a0<em>Stalker<\/em>\u00a0di Tarkovskij l\u2019artista e\u0300 un agrimensore che traccia i confini e le traiettorie in un campo sconosciuto. Gregorio Botta, sfruttando gli spazi della galleria, costruisce un percorso in quattro stazioni, una per ogni sala, quasi un viaggio esistenziale.<br \/>\nSi parte dalla stanza della\u00a0<em>gravitas<\/em>: dal muro spuntano decine di bacchette di vetro sulle quali sassi si trovano in un equilibrio instabile e precario. Questa ondata di pietre sembra terminare su\u00a0<em>Sisifo<\/em>, una scultura mobile che accoglie agli estremi di una sottile sbarra di vetro \u2013 che gira su se stessa &#8211; un pesante sasso e una leggera coppa di cera.<br \/>\nSulla parete opposta quattro quadri impaginati in modo simile. L\u2019ultimo, un quadro leggero, aereo fatto di fogli diafani, sospesi a un vetro, introduce alla stanza successiva. Quella del respiro, in cui all\u2019interno di alabastri o forme di cera sembra soffiare un\u00a0<em>flatus<\/em>.<\/p>\n<p>Attraverso un lungo corridoio con gli\u00a0<em>Esercizi di deposizione<\/em>\u00a0(piccole opere realizzate con garze, lini, veline bruciate e sangue) che diventano lentamente Esercizi di stupore, si approda nella stanza costruita come un\u00a0<em>hortus conclusus<\/em>: un chiostro popolato di opere abitate da foglie e sangue. Come accade nel giardino affrescato dal Beato Angelico nel\u00a0<em>Noli me tangere<\/em>\u00a0del Convento di San Marco a Firenze, la bellezza della natura si fonde con i segni del sacrificio (il rosso delle stimmate che diventa lo stesso dei fiori nel prato) in un\u2019unica composizione che risolve ogni contraddizione.<br \/>\nAl centro, come in un vero chiostro, da un piccolo pozzo di ferro sgorga \u2013 vitale \u2013 un\u2019acqua perpetua.<\/p>\n<p>L\u2019ultima tappa e\u0300 la stazione dell\u2019acqua, della sublimazione, dell\u2019evaporazione. Qui domina la grande installazione<em>\u00a0Abbi cura di me<\/em>: una moltitudine di vetri concavi colmi d\u2019acqua proietta sulla parete la sua ombra luminosa: un\u2019opera viva che ha bisogno di una attenzione continua e di essere sempre nutrita con nuova acqua.<br \/>\nChiude il percorso\u00a0<em>Ofelia\u2019s dreams<\/em>: un letto di cera sull\u2019acqua, attraversato da ferite dalle quali sgorgano rivoli d\u2019acqua. Vita, dolore, desiderio, morte si fondono in questa opera che racchiude il senso di\u00a0<em>Just measuring uncosciousness<\/em>.<\/p>\n<p>Infine, al piano terra, nella grande stanza condivisa con Elisabetta Novello,\u00a0<em>Machina<\/em>, un enorme dodecagono di ferro, inespugnabile, accoglie e protegge il mistero della vita. Al suo interno la fiamma di una lampada ad olio, quasi invisibile, si rivela inafferrabile attraverso strette feritoie.<\/p>\n<p>Il catalogo della mostra, che sara\u0300 pubblicato nei giorni successivi all\u2019inaugurazione per documentare l\u2019installazione negli spazi della Galleria, contiene i contributi di Bruna Esposito, Massimo Mininni, Ludovico Pratesi e Andrea Viliani.<\/p>\n<h3>Each Second is the last. Maria Elisabetta Novello<\/h3>\n<p>Maria Elisabetta Novello costruisce un percorso narrativo composto dal susseguirsi e l\u2019intrecciarsi di tre gruppi di lavori che investigano l\u2019idea di temporalita\u0300 infinita. Alla base della poetica di Novello e\u0300 una ricerca sulla trasformazione. Il suo e\u0300 un tentativo di analizzare e restituire un\u2019interpretazione visiva di un\u2019analisi sul tempo, riflessa anche nell\u2019elaborata scelta dei materiali di cui spesso fa uso, come la cenere, il carbone, la polvere, materia che, seppur impalpabile, piu\u0300 di qualsiasi altra conserva le tracce del reale.<\/p>\n<p>La grande opera che accoglie lo spettatore,\u00a0<em>MORTE VITA, LA MORTE NELLA VITA. VITA MORTE, LA VITA NELLA MORTE<\/em>, riporta i versi tratti dalla poesia di Carlo Michelstaedter,\u00a0<em>Il canto delle crisalidi<\/em>, in grandi scritte di cenere sul pavimento. Il gesto performativo compiuto dall\u2019artista che trasporta la cenere da un verso all\u2019altro, cancella e confonde le parole del testo, simbolicamente sovrapponendo il rapporto tra vita e morte. Traducendo l\u2019azione in installazione Novello parla di circolarita\u0300 eterna.<\/p>\n<p>Nella grande sala in condivisione con l\u2019opera di Gregorio Botta, Maria Elisabetta Novello allestisce un lavoro a parete, composto dalla collezione di fragili vetri, un archivio di\u00a0<em>Istanti<\/em>, messo insieme accumulando i prelievi di polvere raccolti dall\u2019artista dal 2014 a oggi per la serie\u00a0<em>Sopralluoghi<\/em>: polveri, foglie, piume, piccole carte sono tracce di un vissuto, reperti urbani, testimonianze di un passaggio e di un tempo trascorso. Con\u00a0<em>Sopralluoghi<\/em>\u00a0Novello racconta la natura della sua intima ricerca nello spazio dove agisce scrutando, ascoltando con rispetto, prelevando solo cio\u0300 che silenziosamente si accumula e si trasforma in immagine metaforica della fugacita\u0300 della memoria nel presente.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Novello accoglie e traduce l\u2019elemento effimero e fuggevole che porta in se\u0301 la fragilita\u0300 del contemporaneo e l\u2019instabilita\u0300 dell\u2019esistenza stessa.\u00a0<em>Sursum Corda<\/em>, ultimo progetto in mostra, e\u0300 un lavoro complesso, basato sull\u2019elaborazione di quelle fondamentali azioni quotidiane che dettano il ritmo della vita: il respiro, il battito del cuore, le emozioni. Attraverso una serie di studi basati \u201csul sentire\u201d, diverse registrazioni sonore e rappresentazioni grafiche narrano il rapporto che intercorre tra l\u2019essere umano e cio\u0300 che lo circonda a livello fisico, relazionale, emotivo. L\u2019opera da avvio a una conversazione elaborata e intima tra lo spettatore e il suo inconscio, che nel confronto con la rappresentazione del se\u0301 riflesso, produce una nuova partitura per l\u2019interpretazione della propria posizione nel mondo.<\/p>\n<p>Il catalogo della mostra, che sara\u0300 pubblicato nei giorni successivi all\u2019inaugurazione per documentare l\u2019installazione negli spazi della Galleria, contiene i contributi di Ilaria Gianni, Massimo Mininni e Ludovico Pratesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lunedi\u0300 3 febbraio la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea ospita le personali\u00a0Just measuring unconsciousness\u00a0di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2396,"menu_order":57,"template":"","event-type":[13],"event-categories":[],"event-tag":[],"class_list":["post-2395","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","event-type-mostra"],"acf":{"singole_date_check":false,"date_singole":null,"inizio_evento":"20200204","fine_evento":"20200607","event_all_day":true,"inizia_alle_event":null,"finisce_alle_event":null,"stato_evento":"attivo","nascondi_data":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/2395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"event-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-type?post=2395"},{"taxonomy":"event-categories","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-categories?post=2395"},{"taxonomy":"event-tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-tag?post=2395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}