{"id":3773,"date":"2026-01-29T18:02:45","date_gmt":"2026-01-29T17:02:45","guid":{"rendered":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=3773"},"modified":"2026-02-02T17:32:30","modified_gmt":"2026-02-02T16:32:30","slug":"cy-twombly-presentazione-del-volume","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/cy-twombly-presentazione-del-volume\/","title":{"rendered":"Cy Twombly. Presentazione del volume"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Cy Twombly. Presentazione del volume<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec 4 febbraio, ore 17.30<\/strong><\/p>\n<p><em>Intervengono:<\/em><\/p>\n<p><strong>Renata Cristina Mazzantini<\/strong>, Direttrice della Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/p>\n<p><strong>Carlo Nicolais<\/strong>, VP Relazioni Esterne e Sostenibilit\u00e0 di MAIRE<\/p>\n<p><strong>Eleonora Di Erasmo<\/strong>, Managing Director Cy Twombly Foundation<\/p>\n<p><strong>Rosanna Cappelli<\/strong>, Amministratrice Delegata Electa<\/p>\n<p><strong>Cav. Fabrizio Di Amato<\/strong>, Presidente e Fondatore di MAIRE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Modera:<\/strong> Stefano Salis, giornalista<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong> presenta il volume <strong>\u201cCy Twombly\u201d,<\/strong> edito da <strong>Electa<\/strong> con il sostegno di <strong>MAIRE<\/strong>, gruppo di ingegneria e tecnologia a supporto della transizione energetica.<\/p>\n<p>Il progetto editoriale nasce in occasione della presentazione, lo scorso settembre, delle tre donazioni al museo della <strong>Cy Twombly Foundation<\/strong> che hanno visto anche l\u2019apertura di una sala della GNAMC dedicata all\u2019artista. Sono entrate infatti a far parte della collezione permanente dodici nuove opere d\u2019arte oltre al finanziamento del progetto di riqualificazione del laboratorio di restauro e il finanziamento di un corso <em>post lauream<\/em> internazionale dedicato alla conservazione delle opere d\u2019arte contemporanea su carta entrambi intitolati a Cy Twombly.<\/p>\n<p>La casa editrice Electa con questo progetto che riunisce <strong>tre preziosi libri in un raffinato cofanetto<\/strong>, suggella questo straordinario accordo pubblico-privato pubblicando i seminali e ormai introvabili saggi di Roland Barthes introdotti da un saggio di Andrea Cortellessa <strong>(I volume)<\/strong>, un raro scritto di Fabio Mauri sulla Roma degli anni \u201860, e altre testimonianze e foto dell\u2019epoca <strong>(II<\/strong> <strong>volume)<\/strong>, il profondo legame tra Cy Twombly e Roma, la citt\u00e0 che lo accolse, lo ispir\u00f2 e influenz\u00f2 in modo decisivo la sua poetica.<\/p>\n<p>Il <strong>III volume<\/strong> riunisce quattro saggi &#8211; firmati da Renata Cristina Mazzantini, Nicola Del Roscio, Mariastella Margozzi, Stefano Marson &#8211; che ripercorrono il rapporto dell\u2019artista americano con il nostro paese, la presenza dei suoi lavori nella collezione permanente della Galleria e le recenti donazioni della Cy Twombly Foundation.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opera, bilingue italiano\/inglese<\/strong>, rappresenta un affascinante ritratto culturale, storico ed emotivo del periodo romano dell\u2019artista, costruendo un mosaico unico negli studi su Twombly.<\/p>\n<p>In particolare, la lezione degli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, capaci allora di sfumare i contorni tra le discipline e favorire un\u2019osmosi tra diversi linguaggi e culture, \u00e8 di grande attualit\u00e0 oggi e rappresenta un riferimento anche per quegli attori del mondo economico che intendono favorire il dialogo tra competenze tecnico-scientifiche e scienze umane, formando un nuovo ingegnere umanista che contribuisca a immaginare soluzioni nuove alle grandi sfide del presente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cy Twombly <\/strong>(Lexington 1928 \u2013 Roma, 2011) ricevette la sua prima formazione artistica da Pierre Daura e Marion Junkin alla Washington and Lee University. A questa seguirono gli studi presso l&#8217;Arts Students League di New York e il Black Mountain College, dove strinse legami duraturi conartisti come Robert Rauschenberg, John Cage e Merce Cunningham.<\/p>\n<p>Tuttavia, fu il viaggio in Italia e Nord Africa con Rauschenberg nel 1952 a rivelarsi decisivo. Durante il viaggio, Twombly entr\u00f2 in contatto con gran parte della storia culturale che avrebbe influenzato la sua produzione artistica successiva e realizz\u00f2 importanti opere giovanili come i <em>North African Sketchbooks<\/em> (1953).<\/p>\n<p>Twombly torn\u00f2 in Italia nel 1957 e nel 1958, periodo durante il quale allest\u00ec la sua prima mostra personale italiana alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Realizz\u00f2 anche diverse importanti opere giovanili, tra <em>cui Olympia, Arcadia, Blue Room<\/em> e <em>Sunset<\/em> (1957). Nel 1959 a New York, Twombly spos\u00f2 Luisa Tatiana Franchetti, una fotografa, pittrice e collezionista di rari tessuti indiani<\/p>\n<p>e mediorientali. Tornarono in Italia, dove Twombly visse per almeno una parte dell&#8217;anno per il resto della sua vita. Il loro figlio, Cyrus Alessandro Twombly, nacque nel dicembre 1959, un evento celebrato dall&#8217;opera monumentale di Twombly <em>Age of Alessandro<\/em><\/p>\n<p>I primi anni &#8217;60 furono un periodo produttivo per Twombly. Opere importanti come la serie di cinque <em>Ferragosto<\/em> (1961) e <em>The Italians<\/em> (1961) risalgono a questo periodo. Nei suoi soggiorni a Bassano in Teverina complet\u00f2 il primo dei suoi monumentali cicli pittorici, <em>Fifty Days at Iliam<\/em> (1978), ora esposto in modo permanente al Philadelphia Museum of Art. Gli anni &#8217;80 furono caratterizzati da viaggi importanti, tra cui quello a Luxor, in Egitto, e videro l&#8217;artista trasferirsi in Italia a Gaeta. Trascorse l\u00ec la maggior parte degli ultimi due decenni della sua vita, alternando i soggiorni a Lexington, dove aveva uno studio. Negli anni &#8217;90, Twombly si orient\u00f2 maggiormente verso opere monumentali come <em>Quattro Stagioni<\/em> (1993-1994) e <em>Untitled<\/em> (<em>Say<\/em> <em>Goodbye<\/em>, <em>Catullus<\/em>, to the <em>Shores of Asia Minor<\/em>) (1994), citando diversi poeti e riprendendo temi<\/p>\n<p>tratti dalla sua intera produzione. Questa tendenza \u00e8 proseguita nei primi anni 2000 con i cicli <em>Coronation of Sesostris<\/em> (2000) e <em>Lepanto<\/em> (2001), quest\u2019ultimo esposto alla 49\u00aa Biennale di Venezia, dove gli \u00e8 stato assegnato il Leone d&#8217;Oro. L&#8217;ultimo decennio della sua carriera \u00e8 stato caratterizzato da un&#8217;attenzione particolare per i temi bacchici e le composizioni floreali su larga scala con iscrizioni poetiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cy Twombly. 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