{"id":4238,"date":"2026-04-23T18:52:19","date_gmt":"2026-04-23T16:52:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/?post_type=evento&#038;p=4238"},"modified":"2026-04-24T10:37:50","modified_gmt":"2026-04-24T08:37:50","slug":"pablo-atchugarry-scolpire-la-luce","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/evento\/pablo-atchugarry-scolpire-la-luce\/","title":{"rendered":"Pablo Atchugarry. Scolpire la Luce"},"content":{"rendered":"<p><strong>A cura di Gabriele Simongini<\/strong><\/p>\n<p>A dieci anni dall\u2019ultima mostra romana ai Mercati di Traiano e a cinque da quella a Palazzo Reale di Milano, la <strong>Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong> dedica a <strong>Pablo Atchugarry<\/strong> la mostra <em><strong>Scolpire la Luce.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Uruguayano di nascita e italiano d\u2019adozione, Atchugarry \u00e8 maestro della tecnica scultorea \u201cper forza di levare\u201d, secondo la celebre definizione di Michelangelo Buonarroti. L\u2019artista <strong>lavora personalmente il marm<\/strong>o, prediligendo lo statuario di Carrara. La sua pratica si inserisce cos\u00ec nella tradizione plastica occidentale di ascendenza classica, aprendola al contempo ad una visione profondamente spirituale della forma. Per lui, infatti, la scultura \u00e8 <strong>\u201cinterrogazione interiore, preghiera, invocazione, ricerca dell\u2019infinito\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019atto dello scolpire si configura come un gesto radicale e necessario, fondato sulla centralit\u00e0 della mano e sul confronto diretto con la difficolt\u00e0 tecnica e materiale. Ogni opera nasce come sfida e come ricerca di equilibrio tra permanenza e movimento, memoria e contemporaneit\u00e0. Le sculture si distinguono per forme metamorfiche, talvolta quasi aerodinamiche, che evocano tracce astratte di alberi, colonne, fiamme, corpi, panneggi e architetture, conducendo lo sguardo verso l\u2019alto e suggerendo un\u2019esperienza contemplativa e rigenerante.<\/p>\n<p>Come sottolinea la direttrice della GNAMC, <strong>Renata Cristina Mazzantini<\/strong>, nel suo testo in catalogo: <em>\u00abNelle sue sculture, la durezza del marmo si ammorbidisce: un fitto susseguirsi di fenditure \u201cdisciplinate\u201d che solcano i volumi in profondit\u00e0, ne sfalda la granitica compattezza. Creando ritmo e movimento attraverso l\u2019alternarsi di luci e di ombre, l\u2019artista dona alle sculture allo stesso tempo rigore e levit\u00e0. Una sorta di \u201cleggerezza ordinata\u201d, che ricorda solo apparentemente la plissettatura, in quanto simbolo di sofisticata eleganza\u00bb.<\/em> Analogamente, il curatore <strong>Gabriele Simongini<\/strong> osserva nel suo saggio: <em>\u00ab<strong>Guardando le sculture di Atchugarry dobbiamo sollevare il viso e gli occhi provando una gioia primordiale, istintiva, perch\u00e9 queste opere sono piene di una luce originaria, quella luce totale a cui tutti tendiamo magari inconsapevolmente<\/strong> [\u2026] ogni opera di Atchugarry non \u00e8 chiusa e conclusa in se stessa ma possiede una carica dinamica potenziale, intima ed interna, che potrebbe portarla a sbocciare nello spazio con le sue infiorescenze\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione riunisce circa <strong>cinquanta sculture, offrendo un\u2019ampia panoramica sulla ricerca dell\u2019artista<\/strong> che ripercorre gli ultimi trenta anni della sua attivit\u00e0. Accanto ai celebri marmi, la mostra include opere in legno ricavate da tronchi di ulivi secolari, in alabastro, in bronzo smaltato e in acciaio. Attraverso questi materiali, Atchugarry esplora differenti modalit\u00e0 espressive: dall\u2019intimit\u00e0 organica delle forme sinuose dei tronchi scolpiti al potente aerodinamismo dei bronzi, fino alle grandi sculture ambientali in acciaio che dialogano con luce, aria e paesaggio.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si arricchisce eccezionalmente di quattro sculture inserite negli spazi della collezione permanente, dove le opere dell\u2019artista instaurano inediti dialoghi con maestri fondamentali dell\u2019arte moderna quali Jean Arp, Lucio Fontana, Alberto Giacometti e Henry Moore. Ne emerge un confronto che evidenzia affinit\u00e0, distanze e continuit\u00e0 tra epoche diverse, riaffermando il valore della tradizione come spazio di relazione viva tra passato e presente. Contestualmente alla mostra, Pablo Atchugarry ha donato alla GNAMC l\u2019importante opera in marmo statuario di Carrara intitolata <strong>\u201cSplendore\u201d<\/strong> (2026) e realizzata per l\u2019occasione.<\/p>\n<p>In occasione della mostra saranno pubblicati due cataloghi: il primo con le fotografie di tutte le opere in mostra, saggio del curatore e testi di David Anfam e Arnau Puig, oltre ad un\u2019ampia antologia critica e biografia; il secondo con le fotografie delle opere e l\u2019allestimento nelle sale del Museo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>NOTE BIOGRAFICHE<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Montevideo nel 1954, Pablo Atchugarry \u00e8 incoraggiato fin da giovane allo studio delle arti dalla famiglia, accostandosi inizialmente alla pittura ed esponendo per la prima volta a Montevideo nel 1972. Negli anni successivi partecipa a numerose rassegne in Uruguay e in Brasile. Dopo essersi avvicinato alla ricerca scultorea attraverso diversi materiali tra cui il cemento, il ferro e il legno, a partire dal 1977 intraprende un viaggio in Europa. In Italia, dopo aver visitato Carrara, nel 1979 scopre il marmo e, in seguito alla sua prima personale italiana tenutasi a Lecco nel 1978, decide di stabilirsi definitivamente nella citt\u00e0 lombarda.<\/p>\n<p>A vent\u2019anni dal suo arrivo in Italia, nel 2001 la citt\u00e0 di Milano gli dedica una retrospettiva a Palazzo Isimbardi (<em>Le infinite evoluzioni del marmo<\/em>); lo stesso anno l\u2019artista inizia a lavorare al suo monumentale <em>Obelisco del Terzo Millennio<\/em>, scultura in marmo di Carrara destinata al comune di Manzano in provincia di Udine. Nel 2002 la citt\u00e0 di Carrara lo insignisce del prestigioso Premio Michelangelo. L\u2019anno successivo rappresenta l\u2019Uruguay alla cinquantesima edizione della Biennale di Venezia.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del 2007 apre la Fundaci\u00f3n Pablo Atchugarry a Manantiales in Uruguay, con l\u2019obiettivo di promuovere le arti e creare un luogo di incontro per artisti. Tra il 2015 e il 2016 gli \u00e8 dedicata un\u2019importante retrospettiva presso i Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali di Roma (<em>Pablo Atchugarry. Citt\u00e0 Eterna, eterni marmi<\/em>).\u00a0 A cavallo fra il 2021 e il 2022 gli viene dedicata una grande mostra nella Sala delle Cariatidi, a Palazzo Reale, a Milano. Nel 2022 inaugura il MACA, Museo di Arte Contemporanea Atchugarry, opera dell\u2019architetto Carlos Ott. Numerose opere dello scultore sono state esposte presso musei e istituzioni pubbliche, fra cui il Frost Art Museum, Miami (USA), il Groeninge Museum, Brugge (Belgio), la Lewis Family Foundation, Boston (USA), il Museo della FAO, Roma (Italia), il Museo Fran Daurel, Barcellona (Spagna), il Museo Nacional de Artes Visuales di Montevideo (Uruguay), il Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires (Argentina), il Muscarelle Museum, Williamsburg (USA), il Norfolk Museum, Virginia (USA),\u00a0 il P\u00e9rez Art Museum, Miami (USA) e la Raccolta Lercaro di Bologna (Italia).<\/p>\n<hr \/>\n<h4>Pablo Atchugarry. Scolpire la Luce<br \/>\n<em>A cura di Gabriele Simongini<\/em><\/h4>\n<p><strong>Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong><br \/>\nViale delle Belle Arti 131, Roma<\/p>\n<p><strong>Date<\/strong><br \/>\n19 Maggio &#8211; 21 Giugno 2026<\/p>\n<p><strong>Biglietti<\/strong><br \/>\nLa mostra \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.ticketone.it\/eventseries\/la-galleria-nazionale-2890614\/?affiliate=T2C\">inclusa nel biglietto d\u2019ingresso<\/a> alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Gabriele Simongini A dieci anni dall\u2019ultima mostra romana ai Mercati di Traiano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":4257,"menu_order":21,"template":"","event-type":[13],"event-categories":[],"event-tag":[],"class_list":["post-4238","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","event-type-mostra"],"acf":{"singole_date_check":false,"date_singole":null,"inizio_evento":"20260519","fine_evento":"20260621","event_all_day":true,"inizia_alle_event":null,"finisce_alle_event":null,"stato_evento":"attivo","nascondi_data":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/4238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"event-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-type?post=4238"},{"taxonomy":"event-categories","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-categories?post=4238"},{"taxonomy":"event-tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gnamc.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/event-tag?post=4238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}