Date
Orario
dalle 17:30 alle 18:30Cy Twombly. Presentazione del volume
mercoledì 4 febbraio, ore 17.30
Intervengono:
Renata Cristina Mazzantini, Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Carlo Nicolais, VP Relazioni Esterne e Sostenibilità di MAIRE
Eleonora Di Erasmo, Managing Director Cy Twombly Foundation
Rosanna Cappelli, Amministratrice Delegata Electa
Cav. Fabrizio Di Amato, Presidente e Fondatore di MAIRE
Modera: Stefano Salis, giornalista
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta il volume “Cy Twombly”, edito da Electa con il sostegno di MAIRE, gruppo di ingegneria e tecnologia a supporto della transizione energetica.
Il progetto editoriale nasce in occasione della presentazione, lo scorso settembre, delle tre donazioni al museo della Cy Twombly Foundation che hanno visto anche l’apertura di una sala della GNAMC dedicata all’artista. Sono entrate infatti a far parte della collezione permanente dodici nuove opere d’arte oltre al finanziamento del progetto di riqualificazione del laboratorio di restauro e il finanziamento di un corso post lauream internazionale dedicato alla conservazione delle opere d’arte contemporanea su carta entrambi intitolati a Cy Twombly.
La casa editrice Electa con questo progetto che riunisce tre preziosi libri in un raffinato cofanetto, suggella questo straordinario accordo pubblico-privato pubblicando i seminali e ormai introvabili saggi di Roland Barthes introdotti da un saggio di Andrea Cortellessa (I volume), un raro scritto di Fabio Mauri sulla Roma degli anni ‘60, e altre testimonianze e foto dell’epoca (II volume), il profondo legame tra Cy Twombly e Roma, la città che lo accolse, lo ispirò e influenzò in modo decisivo la sua poetica.
Il III volume riunisce quattro saggi – firmati da Renata Cristina Mazzantini, Nicola Del Roscio, Mariastella Margozzi, Stefano Marson – che ripercorrono il rapporto dell’artista americano con il nostro paese, la presenza dei suoi lavori nella collezione permanente della Galleria e le recenti donazioni della Cy Twombly Foundation.
L’opera, bilingue italiano/inglese, rappresenta un affascinante ritratto culturale, storico ed emotivo del periodo romano dell’artista, costruendo un mosaico unico negli studi su Twombly.
In particolare, la lezione degli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, capaci allora di sfumare i contorni tra le discipline e favorire un’osmosi tra diversi linguaggi e culture, è di grande attualità oggi e rappresenta un riferimento anche per quegli attori del mondo economico che intendono favorire il dialogo tra competenze tecnico-scientifiche e scienze umane, formando un nuovo ingegnere umanista che contribuisca a immaginare soluzioni nuove alle grandi sfide del presente.
Cy Twombly (Lexington 1928 – Roma, 2011) ricevette la sua prima formazione artistica da Pierre Daura e Marion Junkin alla Washington and Lee University. A questa seguirono gli studi presso l’Arts Students League di New York e il Black Mountain College, dove strinse legami duraturi conartisti come Robert Rauschenberg, John Cage e Merce Cunningham.
Tuttavia, fu il viaggio in Italia e Nord Africa con Rauschenberg nel 1952 a rivelarsi decisivo. Durante il viaggio, Twombly entrò in contatto con gran parte della storia culturale che avrebbe influenzato la sua produzione artistica successiva e realizzò importanti opere giovanili come i North African Sketchbooks (1953).
Twombly tornò in Italia nel 1957 e nel 1958, periodo durante il quale allestì la sua prima mostra personale italiana alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Realizzò anche diverse importanti opere giovanili, tra cui Olympia, Arcadia, Blue Room e Sunset (1957). Nel 1959 a New York, Twombly sposò Luisa Tatiana Franchetti, una fotografa, pittrice e collezionista di rari tessuti indiani
e mediorientali. Tornarono in Italia, dove Twombly visse per almeno una parte dell’anno per il resto della sua vita. Il loro figlio, Cyrus Alessandro Twombly, nacque nel dicembre 1959, un evento celebrato dall’opera monumentale di Twombly Age of Alessandro
I primi anni ’60 furono un periodo produttivo per Twombly. Opere importanti come la serie di cinque Ferragosto (1961) e The Italians (1961) risalgono a questo periodo. Nei suoi soggiorni a Bassano in Teverina completò il primo dei suoi monumentali cicli pittorici, Fifty Days at Iliam (1978), ora esposto in modo permanente al Philadelphia Museum of Art. Gli anni ’80 furono caratterizzati da viaggi importanti, tra cui quello a Luxor, in Egitto, e videro l’artista trasferirsi in Italia a Gaeta. Trascorse lì la maggior parte degli ultimi due decenni della sua vita, alternando i soggiorni a Lexington, dove aveva uno studio. Negli anni ’90, Twombly si orientò maggiormente verso opere monumentali come Quattro Stagioni (1993-1994) e Untitled (Say Goodbye, Catullus, to the Shores of Asia Minor) (1994), citando diversi poeti e riprendendo temi
tratti dalla sua intera produzione. Questa tendenza è proseguita nei primi anni 2000 con i cicli Coronation of Sesostris (2000) e Lepanto (2001), quest’ultimo esposto alla 49ª Biennale di Venezia, dove gli è stato assegnato il Leone d’Oro. L’ultimo decennio della sua carriera è stato caratterizzato da un’attenzione particolare per i temi bacchici e le composizioni floreali su larga scala con iscrizioni poetiche.

