Mostra

Remo Salvadori. Continuo infinito presente 

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Remo Salvadori. Continuo infinito presente 

a cura di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini

6 marzo – 7 aprile 2026

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma accoglie Remo Salvadori. Continuo infinito presente , allestimento temporaneo dedicato all’omonima opera Continuo infinito presente, 1985 (2007), composta da sedici elementi intrecciati in cavo d’acciaio, e l’opera Continuo infinito presente, 1985 (2003), donata alla Galleria.  Allestite all’inizio del percorso della collezione permanente della GNAMC, il progetto  è curato da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, già responsabili della grande esposizione diffusa milanese svoltasi tra luglio e settembre 2025 e del catalogo.

Al centro del progetto si trova Continuo infinito presente, lavoro concepito nella metà degli anni Ottanta e successivamente ripensato in ulteriori esemplari che ne rinnovano la presenza nel tempo. Realizzata intrecciando tra loro cavi d’acciaio fino a generare una forma circolare perfetta, l’opera costituisce una delle espressioni più emblematiche della ricerca di Salvadori, da sempre orientata verso un’idea di scultura come processo, esperienza e campo energetico, più che come oggetto concluso.

Ad un primo sguardo, la scultura si impone per la limpidezza della sua forma, costituita da un cerchio essenziale, compiuto, immediatamente riconoscibile. Tuttavia, tale evidenza formale dischiude una trama concettuale più stratificata. Il cerchio, archetipo primordiale e figura dell’unità, rimanda infatti alla ciclicità dei fenomeni naturali, al ritmo delle stagioni, alla rotazione degli astri, alla periodicità del tempo cosmico. Nella sua continuità senza fratture, esso richiama anche l’idea dell’eterno ritorno e trova un’eco simbolica nell’immagine dell’uroboro, il serpente che si morde la coda, emblema di un’energia che si consuma e si rigenera senza fine.

Continuo infinito presente è stata esposta sia negli spazi espositivi di musei, gallerie o di privati sia all’aperto, per esempio intorno ad un albero (Fattoria Montellori, Fucecchio, 2006; Shoreham Park, Melbourne, 2010; Garrison, New York, 2010), ad un monumento (Colonna di San Zanobi, Firenze, 2010) o ad una fontana (del Gigante, Carrara, 2016). Il cerchio racchiude molti significati, nella storia dei simboli, che vanno dall’energia primordiale al divino, dal susseguirsi ciclico dei fenomeni naturali alla periodicità del tempo e al moto degli astri. Per Salvadori il cerchio “consiste in un’interrogazione permanente ed è di un autore superiore”. Una figura che ritrova in una poesia di Omar Khayyâm: “Il cerchio che tutto compone il nostro andare e venire non si vede dove cominci né dove abbia la fine”.


Remo Salvadori. Continuo infinito presente 

a cura di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Date
Dal 6 marzo al 7 aprile 2026

Biglietti
La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Credits
Remo Salvadori, Continuo infinito presente, 1985.
Photo credit: Jean-Pierre Maurer


Note biografiche

Tra i maggiori artisti italiani della sua generazione affermatosi anche nel panorama europeo, Remo Salvadori (1947) ha sviluppato, a partire dagli anni settanta, un linguaggio personale che si esprime attraverso la scultura, l’installazione e interventi realizzati in dialogo con lo spazio. Fondata sull’interazione tra l’osservatore ed elementi quali l’acqua, il colore e i metalli, l’opera di Salvadori si propone, con una rinnovata formulazione, di offrire una nuova consapevolezza di sé e del mondo. Un lavoro che, riletto a posteriori, funge da ponte tra l’esperienza dell’Arte povera e le istanze successive.  Le sue creazioni sono veicolo ed esito di una costante attenzione verso ciò che lo circonda e verso ciò che interiormente egli verifica essere in stretta relazione con la realtà. L’attenzione rivolta al tempo e allo spazio del lavoro, così come del proprio vivere, s’intreccia a riflessioni sul colore, sulla forma, sui materiali, su modalità di rappresentazione e di osservazione. Salvadori ha esposto per la prima volta in una mostra personale nel 1971 alla galleria LP220 di Torino. Durante gli anni settanta si sono svolte sue mostre personali a Milano, Bologna, Napoli, Pescara e Münster. È stato fra i protagonisti nel 1982 alla XL Biennale di Venezia e all’edizione di documenta VII a Kassel, nel 1986 nuovamente alla XLII Biennale di Venezia, a Gent presso il Museum Voor Hedendaagse Kunst con la collettiva Chambres d’Amis e in Italia, al Castello di Rivoli in Ouverture II. Sul finire degli anni ottanta è presente con personali e collettive in Canada, all’Art Gallery of Ontario di Toronto. Durante gli anni novanta partecipa a eventi nazionali ed internazionali, come la mostra personale del 1991 al Magasin, Centre National d’Art Contemporain a Grenoble, l’edizione di documenta IX a Kassel e alla XLV Biennale di Venezia. Nel 1997 ha una mostra personale al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato. Sempre nel 1997 partecipa alla mostra Arte italiana 1945-1995 a Nagoya, Tokyo, Tottori e Hiroshima, nel 1999 a Minimalia al P.S.1 di New York e nel 2003 partecipa alla mostra inaugurale del Mori Art Museum, Tokyo. 


Nel 2005 tiene mostre personali alla Galleria Christian Stein di Milano e alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Nel 2008-2009 è presente nel progetto Lives and Works in Istanbul per Istanbul 2010, European Capital of Culture e nella mostra Semper a Palazzo Medici Riccardi, Firenze. Risale al 2012 la sua presenza nell’ambito di Tridimensionale che si tiene al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma mentre sue personali sono organizzate nel 2016 nella chiesa di San Giacomo a Forlì ̀ e nella chiesa delle Lacrime a Carrara. Nel 2017 la sua esposizione personale inaugura l’apertura di BUILDING a Milano. Nel 2018 viene organizzata una sua grande mostra alla Stiftung Insel Hombroich, Neuss. Nel 2019 vince il premio Presidente della Repubblica per la Scultura. Nel 2024 ha realizzato progetti site-specific per Legoli, in Toscana, e per la Venice Gardens Foundation presso il convento del Santissimo Redentore a Venezia mentre due personali si sono tenute in contemporanea presso BUILDING e la galleria Christian Stein a Milano. Nel 2025 viene realizzata l’esposizione diffusa a Milano a Palazzo Reale, Museo del Novecento e Chiesa di San Gottardo in Corte.