Validità del titolo d’ingresso alla GNAMC

La “Formica vagabonda” di Isgrò simbolo di pace e superiorità, lo dice il suo DNS

Roma, 4/06/2024 – Riprende il suo viaggio “La formica vagabonda” di Emilio Isgrò. L’opera mobile dentro un camion, che dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dove ha sostato per quasi un mese durante le iniziative “Un artista alla GNAM” dedicate a Isgrò “protagonista 2024”, arriverà a Basilea venerdì 7 giugno, per partecipare alla fiera dell’arte di “Basel Unlimited 2024”.  Il camion, lungo 17 metri con la scritta “Questo veicolo trasporta una formica”, compie un viaggio migratorio dai tanti significati simbolici. Ancora una volta l’arte di Isgrò – con un colpo di Cancellatura – getta uno sguardo sul mondo per evidenziare quanta potenza ci sia nel piccolo insetto, che simbolicamente abbraccia anche tema degli “ultimi” e degli emarginati come i migranti. Ma non solo. La formica di Isgrò è un simbolo che ricorda la straordinarietà del piccolo insetto contenuta nel suo DNA.

LA FORMICA DI ISGRO’: LA STRAORDINARIETA’ DEL DNA
Nel mondo della fisica, ciò che accade nel piccolo si ripercuote nel grande e viceversa. L’universo appare collegato da milioni di fili invisibili. Così l’artista Emilio Isgrò cerca nella natura quanto di infinitamente grande sia contenuto anche in una piccola creatura coma la formica. A partire dal suo DNA che ha milioni di anni contro le centinaia di migliaia di anni del DNA dell’Homo Sapiens, la formica mette a segno un primato di sopravvivenza sulla terra al quale l’uomo deve guardare. In questa prospettiva gli insetti, come le api, le farfalle e le formiche, appaiono spesso nei lavori di Isgrò, a partire dagli anni ’70. Isgrò li usa come “cancellature mobili”, che sovrappone al testo per creare un dialogo fruttuoso tra natura e cultura. “La formica vagabonda”, partita da San Pier Niceto, in Sicilia, è passata per Napoli e partirà da Roma, passando per Firenze e Milano e giungerà a Basilea. L’opera monumentale in movimento si farà promotrice di pace tra le genti, nei 60 anni dalla prima Cancellatura del 1964.