Mostra

Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy

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A cura di Shai Baitel e Andrea Tarsia

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy, una mostra che, in occasione dell’80° compleanno dell’artista, riunisce alcune opere storiche tra le più significative della sua carriera e una selezione di Transitory Objects, sviluppando un percorso attraverso differenti momenti della sua ricerca e mettendo in relazione la dimensione performativa del corpo con quella più lenta e profonda della materia. Dopo la presentazione alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, la mostra arriva a Roma in una versione ampliata.

Curata da Shai Baitel, Direttore Artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, in stretta collaborazione con l’artista, l’esposizione descrive Transforming Energy all’interno del più ampio percorso di sviluppo della ricerca di Marina Abramović. 

La sezione Historical Works, curata da Andrea Tarsia, comprende alcune opere iconiche che hanno segnato la storia della performance art e della pratica dell’artista, tra cui Imponderabilia (1977), Balkan Baroque (1997) e The Artist is Present (2010). Attraverso queste opere, il percorso restituisce la centralità che Abramović ha attribuito al corpo, alla presenza, alla durata e alla relazione con il pubblico, elementi che nel corso dei decenni hanno trasformato la performance in uno spazio di esperienza e di confronto.

Al centro della mostra si sviluppa Transforming Energy, nucleo di opere che comprende una selezione di Transitory Objects, serie alla quale Abramović lavora da oltre tre decenni. Letti di pietra, strutture e forme scultoree realizzate con quarzo, ametista, agata e altri minerali sono concepiti come dispositivi attraverso i quali il visitatore può entrare direttamente in relazione con l’opera. Sdraiandosi, sedendosi o sostando sulle diverse strutture, il pubblico è invitato ad attivare quello che l’artista definisce un processo di “trasmissione dell’energia”. L’opera non si esaurisce così nella sua dimensione scultorea, ma si completa attraverso la presenza e l’esperienza fisica di chi la attraversa.

Con i Transitory Objects, la ricerca di Abramović sul corpo si estende oltre la dimensione immediata della performance per confrontarsi con una diversa concezione del tempo: il tempo geologico dei minerali e della Terra. I materiali utilizzati nelle opere sono il risultato di processi naturali sviluppatisi nel corso di diverse ere geologiche e introducono nella relazione con il corpo una scala temporale profondamente diversa da quella dell’esperienza umana. Il corpo diventa così il punto di incontro tra tempi, energie e forme di materia differenti.

L’interesse dell’artista per i cristalli e per il loro rapporto con l’energia e il corpo umano si sviluppa in particolare a seguito del viaggio compiuto lungo la Grande Muraglia Cinese nel 1988. Durante quell’esperienza Abramović entra in contatto con alcuni principi della medicina tradizionale cinese, che contribuiscono a orientare la sua riflessione sul rapporto tra corpo, energia e materia. Nei decenni successivi, i Transitory Objects diventano una componente significativa della sua pratica, portando all’interno dello spazio espositivo materiali formatisi nel corso delle diverse ere geologiche e proponendoli come strumenti per una relazione diretta e consapevole con il corpo.

Il dialogo tra le opere storiche e i lavori più recenti consente dunque di attraversare la ricerca di Marina Abramović nella sua continuità, riconoscendo come temi quali la presenza, la durata, il corpo, l’energia e la relazione siano stati costantemente ripensati e trasformati nel corso del tempo. È un percorso che dalle prime esperienze della performance conduce a una concezione dell’opera come spazio di incontro, nel quale il pubblico non è semplice osservatore, ma parte integrante dell’esperienza.

È anche in questa prospettiva che si inserisce la celebrazione dell’80° compleanno dell’artista, che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli definisce un’occasione per rendere omaggio a una «pioniera della performance art», oggi figura di primo piano nel panorama internazionale. Per Renata Cristina Mazzantini, Direttrice della GNAMC, la presenza congiunta di lavori storici e recenti restituisce invece la ricchezza di una ricerca che attraversa l’intera carriera dell’artista, dando vita a «una mostra innovativa e dirompente nel contesto romano. Un viaggio imperdibile attraverso l’azione sovversiva della performance art, volto a emozionare profondamente il pubblico della Capitale».

La scelta di riunire opere appartenenti a momenti differenti della sua pratica assume infine, nelle parole di Marina Abramović, un significato preciso: «permette al pubblico di vedere come le idee alla base del mio lavoro si siano sviluppate nel corso del tempo». È proprio questo sviluppo, fatto di continuità e trasformazioni, che la mostra invita a riconoscere: dalle azioni in cui il corpo diventa strumento e misura della performance, fino ai Transitory Objects, dove il corpo incontra la materia e il tempo profondo della Terra. Un percorso nel quale l’opera torna così a essere, prima di tutto, un’esperienza da vivere.

Sponsor GNAMC: Autostrade per l’Italia, Banca Ifis, Enel, Fendi, Fondazione Roma, Gruppo FS, Intesa Sanpaolo, Maire, Webuild.


NOTE BIOGRAFICHE 

Marina Abramović nasce a Belgrado nel 1946. Tra le figure più importanti e influenti della performance art internazionale, dagli anni Settanta sviluppa una ricerca incentrata sul corpo, sulla presenza, sulla durata e sulla relazione tra artista e pubblico. Attraverso azioni spesso caratterizzate da una radicale esposizione fisica e temporale, ha contribuito a ridefinire i confini della performance e il ruolo dello spettatore nell’esperienza artistica.

Nel corso della sua carriera ha realizzato performance e opere in numerosi musei e istituzioni internazionali, affrontando temi legati alla resistenza fisica, alla coscienza, alla spiritualità e alla relazione interpersonale. Tra le opere più note figurano Imponderabilia (1977), realizzata con Ulay, Balkan Baroque (1997), presentata alla Biennale di Venezia e premiata con il Leone d’Oro, e The Artist is Present (2010), realizzata al Museum of Modern Art di New York.

A partire dagli anni Novanta, l’artista sviluppa progressivamente una ricerca sul rapporto tra corpo, energia e materia che trova una delle sue principali espressioni nella serie Transitory Objects. Attraverso l’impiego di minerali e cristalli, queste opere introducono nella pratica dell’artista la dimensione del tempo geologico e invitano il pubblico a partecipare fisicamente all’esperienza dell’opera.

Nel 2017 Marina Abramović fonda il Marina Abramović Institute (MAI), organizzazione dedicata alla conservazione, alla presentazione e allo sviluppo della performance e delle pratiche di lunga durata. La sua attività artistica continua a essere presentata in importanti istituzioni internazionali, consolidando il ruolo della performance come forma artistica capace di coinvolgere direttamente il corpo e la presenza dello spettatore.


Marina Abramović.
Historical Works and Transforming Energy

a cura di Shai Baitel e Andrea Tarsia

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Date
Dal 18 Novembre 2026 al 4 Aprile 2027

Biglietti
La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea